V come “Vento traverso.” (o A come Anna Pavone)

apvtNon è facile per me raccontarvi “Vento Traverso”. L’emozione provata martedì sera, durante la presentazione in #scatolalilla, me la porto ancora addosso, non mi lascia. E’ da ieri mattina che continuo ad ascoltare la registrazione dell’evento, il lavoro di post-produzione fatto da Andrea Spampinato che fonde le nostre voci con la sua musica, fino a farci diventare tutti una cosa sola. Continua a leggere

L come “La passione secondo Matteo.” (o P come Paolo Zardi)

zardiMatteo, un uomo inquadrato nei rigidi schemi di una vita “per bene”, con una famiglia “normale”, nata da un amore “normale”, un lavoro serio, e una salda fede cristiana, mentre si trova al mare, in vacanza con la moglie e i due figli gemelli, riceve inaspettatamente una telefonata che cambia i suoi piani e, irrimediabilmente, anche la sua vita.

Giovanni, un padre assente, con cui lui non è cresciuto, che non ha mai conosciuto veramente, gli chiede, per favore, di partire con urgenza, di raggiungerlo in Ucraina, dove risiede adesso. Continua a leggere

C come “Crepuscolo.” (o K come Kent Haruf)

Cop-Crepuscolo-webLa vita dei fratelli McPheron e quella di Victoria Roubideaux e della piccola Katie diventa un tutt’uno, imparano a volersi bene, fanno famiglia, si prendono cura gli uni degli altri, stanno finalmente bene e si mancano l’un l’altro quando Victoria parte per l’università, portando con sé la bambina. Si vedranno ugualmente, durante le feste, e si sentono spesso al telefono, ma si mancano tremendamente e se lo dicono, hanno imparato, tutti, a dirsi le cose, ad esprimere sentimenti ai quali forse non erano nemmeno abituati. Continua a leggere

C come “Canto della pianura.” (o K come Kent Haruf)

pliainsongAvevo chiuso “Benedizione” esattamente un anno fa, con gli occhi gonfi di lacrime. E ad un anno esatto (una pura coincidenza, giuro), chiudo questo “Plainsong” con la voglia di andare avanti, di portare a termine questa trilogia, riprendendo anche, di nuovo, quel primo che in realtà è il terzo.

Certo che la scrittura di Haruf è come una magia… Le pagine hanno il potere di trasportarti proprio là, di sentire il caldo, il freddo, il vento che soffia, l’odore del bestiame, la polvere in gola, il dolore fisico e anche quello dell’anima, la vita e l’amore, in tutte le sue forme. Continua a leggere