B come “Bambini nel tempo.” (o R come Ricardo Menéndez Salmón)

bambini-nel-tempoL’impossibile sopravvivenza di una coppia alla morte del figlio; tutto ciò che ne rimane, la casa che è una giungla infestata di belve feroci, i silenzi che allontanano sempre di più, un simulacro di vita, fatta di giorni che si susseguono identici; e poi la rottura, che arriva vestita a festa, elegante e bella, e che lascia dietro di sé le macerie del crollo, la prima notte triste, che è la più lunga delle notti tristi ancora da vivere. Continua a leggere

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L come “La distanza”. (o B come Baronciani e C come Colapesce)

La Distanza

Metti una mattina al bar, a fare colazione, mentre aspetti tua mamma che è dal dentista, seduta ad un tavolino all’aperto, all’ombra, con la quiete delle 9.30, un cappuccino, una brioche alla marmellata e “La distanza” tra le mani. Non hai fretta e puoi goderti quelle pagine in pace. La tua fetta di mattinata si trasforma immediatamente in un viaggio, un on-the-road, una nuova trasformazione. Continua a leggere

L come “La Viaggiatrice di O. Nel labirinto”. (o E come Elena Cabiati)

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Di ritorno dall’avventura veneziana, Gala si ritrova nuovamente a Torino, cercando di condurre una vita il più ordinaria possibile, se mai ordinaria possa essere la vita di una maga adolescente, poco disposta a curarsi degli interessi e delle abitudini dei suoi coetanei.

L’avventura di Venezia l’ha messa a dura prova, faccia a faccia con una realtà che non ha risparmiato alcun dolore, né a lei, né ai suoi compagni di viaggio, ed ora, Gala, Kundo e Aron cercano in tutti i modi di rimettere insieme i cocci e curare le ferite del corpo e dell’anima. Continua a leggere

N come “Nessuno scompare davvero”. (0 C come Catherine Lacey) #ibc16 n° 2

NESSUNO SCOMPARE DAVVERODovessi raccontare a qualcuno questo libro in poche parole, così, di pancia, direi solo che Elyria, ad un certo punto, non ce la fa più, quindi, niente, prende e molla tutto. Parte così, verso la Nuova Zelanda, abbandonando la sua ordinaria e comoda vita, un lavoro sicuro, un matrimonio “normale”, un appartamento a New York , senza un motivo apparente, e se ne va alla ricerca di…di niente…ha solo voglia di starsene un po’ in pace, da sola, di non dover per forza parlare, fare, sbrigare cose con qualcuno, per qualcuno. Niente. Della serie “lasciatemi in pace, non chiedo altro”, “mollatemi”. Continua a leggere

V come “Vangelo Yankee”. (o N come Nicolò Gianelli)

VANGELO YANKEEE alla fine sono partita. Sono partita con Nicolò per questo viaggio che è stato lunghissimo, in termini di miglia percorse ed emozioni vissute, e brevissimo perché aveva ragione Angela, la sua mamma, quando mi ha detto che questo è un libro che, quando lo cominci, poi non lo molli fino alla fine. Anzi, fino all’inizio. Perché Vangelo Yankee è un viaggio che comincia dalla fine e forse è anche questo che ti spinge ad andare avanti, cioè, a tornare indietro, per scoprire cosa è successo prima, per arrivare a quel Kristof Katrakowsky Kazachenko che riempie queste pagine. Perché Vangelo Yankee NON E’ un diario di viaggio, ma pezzi di vita che si fondono l’uno nell’altro a costruire una storia unica nella quale i protagonisti (Nicolò e i suoi tre amici, con i quali ha davvero fatto questo viaggio) non sono più i protagonisti della storia stessa, ma fanno da sfondo ad un quadro in cui tutti i personaggi che incontri ad ogni capitolo diventano le vere figure principali. Continua a leggere