L come “Le nostre anime di notte.” (o K come Kent Haruf)

HARUFDue anime sole che si prendono cura l’una dell’altra perché “non è mai troppo tardi per essere felici”.

Siamo ancora a Holt, un luogo ormai familiare, e, ancora una volta, Haruf ci fa incontrare personaggi ai quali poi si finisce per voler bene, per affezionarsi.

Un giorno qualunque, Addie Moore, ormai vedova da diversi anni, si ferma a casa di Louis Waters, anche lui rimasto solo da tempo, e gli propone, così, senza troppi giri di parole, di passare le notti insieme, per parlare, per farsi compagnia, per stare bene. Continua a leggere

O come “Olive Kitteridge.” (o E come Elizabeth Strout)

olive-cover-libroA Crosby, nel Maine, scorrono le vite degli abitanti di un angolo di mondo piccolo e senza importanza, sotto gli occhi critici di Olive Kitteridge, insegnante di matematica in pensione, che osserva gli animi, il tempo che passa e la storia che cambia, senza farsi sfuggire nulla. Continua a leggere

M come “Mi chiamo Lucy Barton.” (o E come Elizabeth Strout)

_mi-chiamo-lucy-barton-1458430604Dalla sua stanza di un ospedale di New York, alla cui finestra si staglia l’elegante profilo del Chrysler che, con le sue luci notturne, le fa compagnia, Lucy Barton, ricoverata per diverse settimane, trascorre cinque giorni con la madre. La trova lì, ai piedi del letto, una mattina. Una sorpresa inaspettata, dopo tanti anni. Continua a leggere

F come “Fiori d’asfalto ed altre solitudini”. (o A come Allan Corsaro)

Layout 1Parlare di una raccolta di poesie mi è sempre sembrato molto difficile, ho sempre pensato di non poter riuscire a dire la mia su qualcosa che trovo molto più intimo di un romanzo. Il romanzo scava, racconta, approfondisce, tira fuori le viscere, è molto profondo, ma, a dispetto del coinvolgimento che può creare, del riconoscimento o delle rivelazioni che può regalare, ti permette anche lo sguardo dall’alto, ti permette di avere molteplici punti di vista, di calibrare la prospettiva. Continua a leggere