P come “Puntazza”. (o S come Simone Innocenti)

puntazza-2“Puntazza” è l’opera d’esordio di Simone Innocenti, edita da L’Erudita e in libreria già da metà maggio.

Si tratta di una raccolta di racconti, otto per la precisione, che, grazie allo sguardo profondo e attento dello scrittore, che va a scavare nelle pieghe più intime della vita, ci restituiscono altrettanti quadri psicologici per nulla scontati e, contemporaneamente, molto comuni. Fragili esistenze, in bilico tra la razionalità e la follia. Continua a leggere

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T come “Tutti gli uomini di mia madre”. (o K come Kerry Hudson) #ibc16 n° 9

HUDSONLa madre perfetta non esiste. Pare invece che il mondo sia popolato da innumerevoli madri sbagliate che si ritrovano tra le mani altrettanti figli sbagliati e non sanno che farsene, non sanno da dove cominciare, non riescono a capire, non vogliono rinunciare alla vita come era prima e si ritrovano a combinare dei casini inenarrabili, dai quali, poi, i figli dovranno districarsi più o meno da soli, secondo regole non scritte che dettano una sorta di vademecum per la sopravvivenza. Continua a leggere

C come “Come non mi vuoi”. (o N come Nuela Celli)

NUELAQuattro racconti ci regalano quattro diversi ritratti del mondo femminile, scavando nei desideri più nascosti, nelle passioni, nelle frustrazioni, nelle paure e restituendoci l’immagine di quattro donne che, attraverso un percorso intimo e coraggioso, riescono ad affrontare la propria immagine allo specchio spogliata dai precedenti timori, con una nuova forza e con una perfetta presa di coscienza.

Impossibile non immedesimarsi in queste donne perché, al di là degli eventi individuali, tutte noi, prima o poi, ci siamo trovate a fare i conti con amori impossibili, amori sbagliati, vite frustrate e inappaganti e corpi decadenti. Continua a leggere

C come “Carne viva”. (o M come Merritt Tierce)

CARNEE’ talmente viva, nuda, scorticata e dolorante, la carne di Carne Viva, che te la senti addosso, ti brucia sulla pelle, centimetro dopo centimetro. Senti il dolore delle ferite, dentro e fuori, la senti marchiata a fuoco, senti l’odore della stanchezza, la sensazione di inadeguatezza, senti la “botta” salire e scendere. Senti in bocca il sapore di una vita vissuta al limite tra l’eccesso di scrupolo, il tentativo quasi maniacale di tenere sotto controllo ciò che è fuori e il totale sfascio di sé, quella certezza di essere talmente fuori posto da doversi autodistruggere a tutti i costi. Continua a leggere

G come “Gli eroi imperfetti.” (o S come Stefano Sgambati)

Gli-eroi-imperfettiRoma, zona Piazzale Ponte Milvio, dicembre 2008. Piove da sempre, ormai. Il Tevere è in piena e rischia l’esondazione.

Corrado Marini, proprietario di una bottiglieria, e Carmen, la moglie, invitano a cena Gaspare, titolare del negozio di cornici poco distante dal loro.

Terminata la cena, Carmen propone “il gioco della verità”, durante il quale Gaspare svela un terribile segreto che riguarda la morte di sua moglie, il cui cadavere fu trovato nel Tevere, gonfio e sbiadito, alcuni anni prima.

Il segreto svelato è talmente scioccante da mettere in crisi il rapporto di Corrado e Carmen, un rapporto fatto di quotidiana normalità. Continua a leggere