D come “Dobbiamo trovarla”. (o L come Lisa Gardner)

dobbiamo-trovarla_webFlora è tornata. Dopo 472 giorni trascorsi rinchiusa in una cassa di legno di pino, in balia della violenza e della follia del suo sequestratore, Flora torna a casa. La trovano, la liberano, la riportano tra le braccia della madre.

Ma forse Flora non è tornata davvero. La Florence Dane che viveva prima della cassa non c’è più, ha lasciato spazio alla nuova Flora, quella che non ha chiuso i conti con i 472 giorni di prigionia, e che darà del filo da torcere alla detective D.D. Warren. Continua a leggere

I come “Il commesso”. (o B come Bernard Malamud) #ibc16 n° 15

malamudIl libro preferito dalla libraia2, quello che lei consiglia sempre. Con ragione, aggiungo io.

Una storia che ti rimane nel cuore, quella del caro Morris Bober, povero droghiere ebreo che lotta ogni giorno per la sopravvivenza, per salvare quelle quattro mura dalle fauci della concorrenza, di Frank Alpine, spiantato ragazzo di origini italiane, un goy, un non ebreo, alla ricerca di un riscatto personale, che troppo spesso sconfina nel fallimento, di Helen Bober, figlia di Morris, ambiziosa, in cerca della storia d’amore perfetta, incapace, così, di aprire il suo cuore e lasciarsi andare. Continua a leggere

G come “Gli anni”. (o A come Annie Ernaux) #ibc16 n° 11

GLI ANNICome quando ti metti a sfogliare un album di vecchie fotografie, sistemate in perfetto ordine cronologico, con tonalità che vanno dal bianco e nero, all’ingiallito, allo sbiadito, a colori più vivaci man mano che ci si avvicina al presente, Annie Ernaux ci regala una splendida galleria autobiografica e, nello stesso tempo, collettiva di ciò che è stata la vita, la sua e quella del mondo intero, scandita da ricordi personali e rievocazioni storiche dei momenti più importanti, privati e sociali. Continua a leggere

V come “Ventiquattro secondi”. (o S come Simone Marcuzzi) #ibc16 n° 10

ventiquattro secondiAutobiografia del primo italiano a giocare in NBA. E poco importa se io ho capito solo verso la fine che si tratta di un personaggio inventato. Giuro.

Vittoriano Cicuttini vive ad Ipplis, vicino a Cividale del Friuli, con il padre, nella vecchia casa dei nonni. Di notte ascolta i muri della sua stanza per sentire la voce della mamma, perché lui non sa dove sia, non ha idea di dove l’abbiano messa, sa solo che tutti i suoi compagni ne hanno una e lui no. Continua a leggere

T come “Tutti gli uomini di mia madre”. (o K come Kerry Hudson) #ibc16 n° 9

HUDSONLa madre perfetta non esiste. Pare invece che il mondo sia popolato da innumerevoli madri sbagliate che si ritrovano tra le mani altrettanti figli sbagliati e non sanno che farsene, non sanno da dove cominciare, non riescono a capire, non vogliono rinunciare alla vita come era prima e si ritrovano a combinare dei casini inenarrabili, dai quali, poi, i figli dovranno districarsi più o meno da soli, secondo regole non scritte che dettano una sorta di vademecum per la sopravvivenza. Continua a leggere