L come “La compagnia delle anime finte.” (o W come Wanda Marasco)

la_compagnia_delle_anime_finte_01Seduta a fianco al letto, Rosa parla a sua madre appena morta, Vincenzina Umbriello, parla alla sua anima, al suo corpo su cui spia le tracce di tutte le azioni finite, il disegno dei vichi che hanno percorso insieme, vascio dopo vascio. Le parla e la sente rispondere, le sussurra la vita, le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente il destino di entrambe.

Rosa rivive l’infanzia della madre, la povertà, i soprusi subiti e inferti, l’usura, la violenza, l’incontro con Rafaele, suo padre, così lontano e diverso, erede triste e solitario di una ricca famiglia. Continua a leggere

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L come “L’Arminuta.” (o D come Donatella Di Pietrantonio)

l'arminutaL’Arminuta, come la chiamano in paese, è la ritornata, è quella che un giorno qualunque si ritrova, con una valigia in mano e una sacca che contiene le sue scarpe, a salire le scale di una casa che non conosce, a rientrare nella vita della sua famiglia di origine, una famiglia che lei non ha mai vissuto, in cui si sente estranea, allontanata quando aveva solo sei mesi, e adesso rifiutata, restituita al mittente, senza capire perché, dai genitori che l’hanno cresciuta. Un pacco, spostato a piacimento, come se fosse semplice ritrovarsi, di punto in bianco, a non avere più riferimenti, a non sapere più chi sia la madre, chi sia il padre, che tipo di vita debba condurre d’ora in poi. Continua a leggere

A come “Ancóra.” (o H come Hakan Günday)

ancora_webQuesto romanzo è un pugno allo stomaco, anzi, una serie di pugni allo stomaco, pagina dopo pagina, fino alla 489esima.

Siamo in Turchia, paese ponte tra l’Oriente e l’Occidente, da cui transita qualsiasi merce illegale, nel caso di questa storia parliamo di uomini, carne umana. Continua a leggere

M come “Mi chiamo Lucy Barton.” (o E come Elizabeth Strout)

_mi-chiamo-lucy-barton-1458430604Dalla sua stanza di un ospedale di New York, alla cui finestra si staglia l’elegante profilo del Chrysler che, con le sue luci notturne, le fa compagnia, Lucy Barton, ricoverata per diverse settimane, trascorre cinque giorni con la madre. La trova lì, ai piedi del letto, una mattina. Una sorpresa inaspettata, dopo tanti anni. Continua a leggere

L come “La Madonna dei mandarini”. (o A come Antonella Cilento) #ibc16 n° 4

cover_CILENTOLa vicenda si svolge a Napoli, dove Statine, un venticinquenne con il colesterolo alto e una punta di diabete, al terzo anno di medicina e convivente con l’anziana nonna malata, per racimolare qualche soldo, fa il volontario presso un’associazione che aiuta bambini disabili e ragazze madri, grazie ai proventi elargiti con “sincera generosità” da don Cuccurullo, parroco fin troppo moderno e sensibile al fascino della gloria. Anche piuttosto losco e viscido, a dirla tutta. Continua a leggere