L come “La bambina che non sapeva piangere”. (o E come Elda Lanza)

La bambina che non sapeva piangere (La)

Elda Lanza è una regina di quasi 92 anni. Quando parla rimani lì incantato, ad ascoltare la sua voce, una voce chiara, dolce e forte, che ti entra nel cuore.

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerla sabato, grazie alla mia #libraiadelcuoreontour che, trovandosi fuori Milano per la presentazione del suo romanzo, “La libreria delle storie sospese”, mi ha chiesto di poterla gentilmente sostituire al banchetto di vendita dei libri, in occasione della presentazione del giallo “La bambina che non sapeva piangere” (ed. Salani), tenutasi presso la Biblioteca Cassina Anna di Bruzzano, per la rassegna “Sabato in Giallo”, organizzata da Sergio Cucci. Continua a leggere

V come “Ventiquattro secondi”. (o S come Simone Marcuzzi) #ibc16 n° 10

ventiquattro secondiAutobiografia del primo italiano a giocare in NBA. E poco importa se io ho capito solo verso la fine che si tratta di un personaggio inventato. Giuro.

Vittoriano Cicuttini vive ad Ipplis, vicino a Cividale del Friuli, con il padre, nella vecchia casa dei nonni. Di notte ascolta i muri della sua stanza per sentire la voce della mamma, perché lui non sa dove sia, non ha idea di dove l’abbiano messa, sa solo che tutti i suoi compagni ne hanno una e lui no. Continua a leggere

C come Cristina Di Canio. “La libreria delle storie sospese”, una #scatolalilla dove i sogni diventano realtà.

di-canioIn tanti aspettavamo questo momento da molto tempo. L’abbiamo sentito vibrare nell’aria da mesi, abbiamo visto crescere l’ansia e l’emozione negli occhi della nostra libraia del cuore, colei che da ieri, 5 maggio 2016, esordisce come scrittrice del cuore con il suo già amatissimo romanzo “La libreria delle storie sospese”, Rizzoli.

Cristina Di Canio non è una scrittrice, anche se poi, magari, leggendo questo libro, scopriremo che invece è ANCHE questo. Cristina è una “spacciatrice di sogni” che nel 2010, a soli 26 anni, decide di seguire il suo, di sogno, molla un lavoro a tempo indeterminato e apre una piccola libreria di quartiere, “Il mio libro”, a Milano, in Via Sannio 18, una via che non è di passaggio, che se la vuoi trovare ci devi andare di proposito. Decide coraggiosamente di voler essere felice, nonostante la consapevolezza del rischio. Continua a leggere

G come “Grandi momenti”. (o F come Franz Krauspenhaar)

GrandiHo fortemente voluto questo libro, fin dal primo giorno in cui l’ho visto, per due semplici motivi: il primo è che è uscito per NEO. Edizioni, alla quale mi lega ormai da anni una fede cieca, indissolubile e indiscutibile; il secondo è la copertina da sballo, quel cuore lì è un pugno dritto in faccia, l’ennesimo capolavoro di Toni Alfano.

Non conoscevo Franz Krauspenhaar, non avevo mai letto nulla prima, anche se poi mi è venuto in mente che a casa avevo già il suo “1975”, acquistato tempo fa (perché il titolo è il mio anno di nascita) e non ancora letto, ma devo dire che la scelta, basata unicamente sui due motivi di cui sopra, è stata azzeccatissima. Uno dei romanzi più forti, rabbiosi e coinvolgenti del mio 2016. Continua a leggere

M come “Mailand”. (o N come Nicola Pezzoli) #ibc16 n° 3

COPERTINA MAILANDIl ritorno di Corradino è stata una vera sorpresa, un fulmine a ciel sereno, un regalo di compleanno inaspettato. Chi ci pensava… Eccolo qua, è cresciuto Corradino, adesso ha 20 anni ed è diventato a tutti gli effetti uno studente fuori sede, come me, quando sono arrivata a Milano nel 1994.

Siamo nel 1987, Milano, la grande città per chi arriva dalla provincia, la città che ti riempie di speranze e che ti spaventa nello stesso tempo. La scelta dell’università, che poi, nella maggior parte dei casi, si rivela quella sbagliata. Continua a leggere