T come “The Danish Girl”. (o D come David Ebershoff) #ibc16 n° 14

THE DANISH GIRLGreta ed Einar sono sposati e vivono a Copenaghen, entrambi pittori, lui è famoso per i suoi paesaggi velati di nebbia, lei, rimasta sempre un po’ in ombra rispetto alla fama del marito, dipinge per lo più ritratti commissionati dai ricchi protagonisti della borghesia cittadina. Diversi come il giorno e la notte, sono legati da un amore incondizionato che li completa e li rende un tutt’uno.

Un pomeriggio, per portare a termine il ritratto di una famosa cantante d’opera, Greta chiede ad Einar di posare per lei in abiti femminili: ciò che da principio si presenta come un favore elargito con una certa riluttanza, diventa la scintilla che smuove tutta una serie di emozioni e sensazioni nuove o forse fino ad allora volutamente nascoste. Continua a leggere

G come “Gl’innamorati”. (o C come Carlo Goldoni) #ibc16 n° 13

innamorati goldoniMeravigliosa commedia in tre atti nei quali assistiamo alle vicissitudini amorose di Eugenia e Fulgenzio che, tra scenate di gelosia, abbandoni, ripensamenti e impicci vari, riescono, alla fine, a raggiungere la consapevolezza dell’amore che provano l’uno per l’altra.

ATTO PRIMO – Eugenia è molto gelosa di Fulgenzio, soprattutto perché deve occuparsi della cognata Clorinda, in assenza del marito di lei che è via per lavoro. Flamminia, sorella maggiore di Eugenia, cerca di convincerla a trattare meglio il fidanzato, spiegandole che lui è molto innamorato di lei e che non merita di soffrire così. Intanto lo zio Fabrizio arriva a casa con un caro amico, Roberto, molto lodato e per il quale fa organizzare un pranzo sontuoso. Continua a leggere

V come “Ventiquattro secondi”. (o S come Simone Marcuzzi) #ibc16 n° 10

ventiquattro secondiAutobiografia del primo italiano a giocare in NBA. E poco importa se io ho capito solo verso la fine che si tratta di un personaggio inventato. Giuro.

Vittoriano Cicuttini vive ad Ipplis, vicino a Cividale del Friuli, con il padre, nella vecchia casa dei nonni. Di notte ascolta i muri della sua stanza per sentire la voce della mamma, perché lui non sa dove sia, non ha idea di dove l’abbiano messa, sa solo che tutti i suoi compagni ne hanno una e lui no. Continua a leggere

T come “Tutti gli uomini di mia madre”. (o K come Kerry Hudson) #ibc16 n° 9

HUDSONLa madre perfetta non esiste. Pare invece che il mondo sia popolato da innumerevoli madri sbagliate che si ritrovano tra le mani altrettanti figli sbagliati e non sanno che farsene, non sanno da dove cominciare, non riescono a capire, non vogliono rinunciare alla vita come era prima e si ritrovano a combinare dei casini inenarrabili, dai quali, poi, i figli dovranno districarsi più o meno da soli, secondo regole non scritte che dettano una sorta di vademecum per la sopravvivenza. Continua a leggere

G come “Girotondo”. (o A come Arthur Schnitzler) #ibc16 n° 8

girotondoSono pagine che scorrono come una danza, quelle di questo piccolo capolavoro teatrale di Arthur Schnitzler. Personaggi che entrano ed escono dalle dieci scene, creando una sorta di catena umana. Ecco, mi ha fatto proprio venire in mente i giochi del girotondo che facevamo a scuola, quelli dove c’erano due cerchi concentrici di persone che si incrociavano scambiandosi la mano. Una danza, appunto, armoniosa e, ad ogni scena, sorprendente. Dieci scene che affrontano temi tanto spregiudicati e crudi da far ben valere, all’epoca, un procedimento giudiziario per pornografia.  Continua a leggere