L come “Le ossa di san Lorenzo.” (o V come Vicente Alfonso)

san-lorenzoAvanti e indietro, tra ricordi, testimonianze postume, confessioni registrare durante complicate sedute di psicoterapia, storie che si contraddicono l’una con l’altra, sensazioni, verità nascoste, il dottor Alberto Albores cerca di far luce sull’omicidio di Farid Sabag, incrociando le vite e i destini di tutti i protagonisti di questa vicenda, che non avrà mai una sua verità assoluta, ma tante sfaccettature e versioni che mettono continuamente in discussione le labili certezze del dottore stesso. Continua a leggere

A come “Accabadora”. (o M come Michela Murgia)

AccabadoraMaria Listru è la figlia minore di Anna Teresa Listru, la quarta, quella non desiderata, capitata per caso, l’ultimo pensiero di una famiglia che già ne aveva troppi, soprattutto dopo la morte precoce del padre. La madre, da sola, fatica a far campare le quattro figlie e quando Tzia Bonaria Urrai le propone di prendere Maria a fill’e anima, non ci pensa su nemmeno un momento e accetta immediatamente di liberarsi di quell’”errore dopo tre cose giuste”. Continua a leggere

G come “Gli eroi imperfetti.” (o S come Stefano Sgambati)

Gli-eroi-imperfettiRoma, zona Piazzale Ponte Milvio, dicembre 2008. Piove da sempre, ormai. Il Tevere è in piena e rischia l’esondazione.

Corrado Marini, proprietario di una bottiglieria, e Carmen, la moglie, invitano a cena Gaspare, titolare del negozio di cornici poco distante dal loro.

Terminata la cena, Carmen propone “il gioco della verità”, durante il quale Gaspare svela un terribile segreto che riguarda la morte di sua moglie, il cui cadavere fu trovato nel Tevere, gonfio e sbiadito, alcuni anni prima.

Il segreto svelato è talmente scioccante da mettere in crisi il rapporto di Corrado e Carmen, un rapporto fatto di quotidiana normalità. Continua a leggere

D come “Due biondi pieni di rabbia.” (o T come T Cooper)

due biondi pieni di rabbiaEsther ed Hersh Lipshitz hanno quattro figli, sono ebrei e vivono in Russia. Sono i primi anni del 1900, siamo in pieno antisemitismo, la persecuzione contro gli ebrei sta raggiungendo livelli incontrollabili. Così, la famiglia Lipshitz decide di fuggire, di cercare pace, serenità e un futuro migliore nella gloriosa America, cercando di raggiungere Agi, il fratello di Esther, che, dopo aver perso moglie e figlia in seguito alle azioni violente antisemite nel suo paese in Russia, parte e si trasferisce in Texas, dove conosce una nuova compagna e sembra che, finalmente, possa lasciarsi tutto il dolore alle spalle e vivere serenamente fino alla fine dei suoi giorni. Continua a leggere

S come “Sulla strada.” (o J come Jack Kerouac)

sulla strada

“Cos’è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? E’ il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l’addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.”

Non è che si possa dire molto di questo libro. Non più di quanto sia già stato detto e ridetto in tutti questi anni.

Non è un libro da relax, ecco, non è una storia che ti fa prender fiato. Non si ferma mai. E una volta che ci salti su non puoi più scendere, basta, sei in corsa, e devi andare e andare, con l’ansia e l’impazienza di vedere che cosa accade dopo. E in certi momenti ti senti stanco, perchè hai la sensazione che i protagonisti non si fermino proprio mai, spesso nemmeno per dormire, c’è sempre da fare, pensare, guardare, guidare, camminare, andare avanti. Non c’è spazio per la sosta, non c’è tempo per tirare il fiato. Si va. E basta. Continua a leggere