I come “Il mare dove non si tocca.” (o F come Fabio Genovesi)

GENOVESIFabio, sei anni, è l’unico bambino della famiglia Mancini. Ha due genitori, come tutti gli altri, una nonna, e tanti nonni, perché il suo nonno Arolando, che purtroppo non c’è più, aveva tanti fratelli, uomini invecchiati soli e anche po’ matti, che lo crescono come se fossero i suoi nonni, anche se lui, dopo il primo giorno di scuola, dopo aver scoperto che al mondo esistevano anche bambini come lui, della sua età, che però di nonni ne avevano al massimo tre o quattro, tornando a casa dice loro che d’ora in poi li chiamerà zii, ma loro, figuriamoci… Continua a leggere

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J come “Just kids.” (o P come Patti Smith)

just kidsSiamo a Coney Island, sono gli anni ’70 e, sulla Promenade, ci sono due ragazzi che passeggiano, vestiti in un modo un po’ eccentrico, non sono famosi, ma lo diventeranno perché sono speciali, perché siamo a New York, sono, appunto, gli anni ’70 e l’arte, qualunque forma d’arte, era qualcosa che davvero poteva accadere, che permeava la vita, alla quale si poteva dare tutto e che ti poteva dare tutto. Insomma, ci sono questi due ragazzi che passeggiano e ci sono anche due turisti, passeggiano anche loro sulla Promenade, sono un po’ avanti con l’età e hanno una macchina fotografica in mano, di quelle che facevano uscire le foto subito dopo averle scattate, e vedono questi due ragazzi, pensano che siano famosi e chiedono di poter fare una foto, ma, mentre stanno per scattare, la signora esclama “Oh, no! They’re just kids!”, sono solo dei ragazzi. Quei due ragazzi erano Patti Smith e Robert Mupplethorpe e famosi lo sarebbero diventati eccome. Continua a leggere

L come “La compagnia delle anime finte.” (o W come Wanda Marasco)

la_compagnia_delle_anime_finte_01Seduta a fianco al letto, Rosa parla a sua madre appena morta, Vincenzina Umbriello, parla alla sua anima, al suo corpo su cui spia le tracce di tutte le azioni finite, il disegno dei vichi che hanno percorso insieme, vascio dopo vascio. Le parla e la sente rispondere, le sussurra la vita, le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente il destino di entrambe.

Rosa rivive l’infanzia della madre, la povertà, i soprusi subiti e inferti, l’usura, la violenza, l’incontro con Rafaele, suo padre, così lontano e diverso, erede triste e solitario di una ricca famiglia. Continua a leggere

D come “Dente per dente.” (o F come Francesco Muzzopappa)

dente-per-dente-lightIl grande ritorno di Francesco Muzzopappa, che, dopo “Una posizione scomoda” e “Affari di famiglia”, ci regala questo “Dente per dente”, un romanzo che fa divertire e riflettere, dall’inizio alla fine. Un romanzo che, dopo averlo letto, i dieci comandamenti li guarderete da una prospettiva diversa, Andy Warhol lo guarderete da una prospettiva diversa, Dalì lo guarderete da una prospettiva diversa, Banksy, Basquiat, Picasso……tutti, perché ogni grande artista, ad un certo punto della sua carriera, ha creato un’opera di merda e il Mu.CO (Museo di arte Contemporanea con sede a Varese) è nato proprio per raccogliere tutte le peggiori creazioni dei più grandi artisti. Continua a leggere

B come “Breve trattato sulle coincidenze.” (o D come Domenico Dara)

DARAIl postino di Girifalco, un piccolo paese in provincia di Catanzaro, è una persona solitaria, riflessiva e che crede fermamente nelle coincidenze. Cresciuto con la madre e con la zia, senza padre, e privato della possibilità di essere amato, di poter condividere la sua vita con una donna, diventa un osservatore silente e malinconico, un custode delle vite degli altri, cercando una forma di realizzazione personale nei segreti e nelle emozioni altrui. Continua a leggere