L come “Le cure domestiche.” (o M come Marilynne Robinson)

_le-cure-domestiche-1477888543Ruth e Lucille, rimaste orfane, crescono a Fingerbone con la nonna e, dopo la morte di questa, con la zia Sylvie.

Fingerbone, cittadina del Midwest dove è nata e cresciuta la loro mamma Helene, sorge intorno alle rive di un lago fondo e cupo, teatro di un tragico incidente e luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona. Continua a leggere

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L come “La passione secondo Matteo.” (o P come Paolo Zardi)

zardiMatteo, un uomo inquadrato nei rigidi schemi di una vita “per bene”, con una famiglia “normale”, nata da un amore “normale”, un lavoro serio, e una salda fede cristiana, mentre si trova al mare, in vacanza con la moglie e i due figli gemelli, riceve inaspettatamente una telefonata che cambia i suoi piani e, irrimediabilmente, anche la sua vita.

Giovanni, un padre assente, con cui lui non è cresciuto, che non ha mai conosciuto veramente, gli chiede, per favore, di partire con urgenza, di raggiungerlo in Ucraina, dove risiede adesso. Continua a leggere

L come “L’Arminuta.” (o D come Donatella Di Pietrantonio)

l'arminutaL’Arminuta, come la chiamano in paese, è la ritornata, è quella che un giorno qualunque si ritrova, con una valigia in mano e una sacca che contiene le sue scarpe, a salire le scale di una casa che non conosce, a rientrare nella vita della sua famiglia di origine, una famiglia che lei non ha mai vissuto, in cui si sente estranea, allontanata quando aveva solo sei mesi, e adesso rifiutata, restituita al mittente, senza capire perché, dai genitori che l’hanno cresciuta. Un pacco, spostato a piacimento, come se fosse semplice ritrovarsi, di punto in bianco, a non avere più riferimenti, a non sapere più chi sia la madre, chi sia il padre, che tipo di vita debba condurre d’ora in poi. Continua a leggere

O come “Ovunque, proteggici.” (o E come Elisa Ruotolo)

ovunque-proteggici-d231Un viaggio nel tempo, un ritorno ad un passato che invece di darsi pace, decide ad un certo punto di riaffacciarsi nella vita di Lorenzo Girosa che, a cinquant’anni suonati, si trova a dover ripercorrere vite e segreti di una famiglia che ha radici lontane nel tempo, radici poco salde e molto faticose.

Villa Girosa è una casa che ne ha viste tante, troppo grande per le anime perse che l’hanno abitata e a volte troppo stretta per i pensieri pesanti che gravano su quelle anime. Continua a leggere

S come “Scarti.” (o J come Jonathan Miles)

MF_SOT_000_MILES_Scarti_PIATTO.inddNon è stato facile leggere Scarti, non è uno di quei libri che ti prendono già dalle prime pagine, ci vuole un bel po’ prima che tu possa dire “ok, ci siamo, adesso non lo mollo più”. Ci sono alcune parti che vanno via veloci e altre, invece, che sono lentissime e noiose. Più di una volta sono stata tentata di seguire il motto “non finirò i libri che non mi piacciono”, ma sono contenta di non averlo fatto, sono contenta di avergli dato una chance, perché, alla fine, posso proprio dire che è un bel libro, scritto molto bene, una storia profonda, che fa riflettere, che mette in discussione molti aspetti della nostra vita. Un ottimo lavoro, insomma. Continua a leggere