C come “Crepuscolo.” (o K come Kent Haruf)

Cop-Crepuscolo-webLa vita dei fratelli McPheron e quella di Victoria Roubideaux e della piccola Katie diventa un tutt’uno, imparano a volersi bene, fanno famiglia, si prendono cura gli uni degli altri, stanno finalmente bene e si mancano l’un l’altro quando Victoria parte per l’università, portando con sé la bambina. Si vedranno ugualmente, durante le feste, e si sentono spesso al telefono, ma si mancano tremendamente e se lo dicono, hanno imparato, tutti, a dirsi le cose, ad esprimere sentimenti ai quali forse non erano nemmeno abituati. Continua a leggere

L come “La Locanda dell’Ultima Solitudine.” (o A come Alessandro Barbaglia)

BARBAGLIAC’è la mia Liguria, in questo romanzo che è poesia. E c’è il lago d’Orta, che è nella giovinezza di mio papà. E a sentire leggere questa storia, con la voce dell’autore, un po’ di giorni fa, in diretta FaceBook dalla #scatolalilla, io mi sono quasi innamorata.

Perché a sentir narrare storie che raccontano di fiori da accordare, della menta che dice le bugie, di un paese che si chiama Bisogno, del vento, del mare, di una nave mancata che è nata Locanda, di un giardino dell’Eden a forma di spirale, dove crescono novantasette piante diverse, (quasi) tutte quelle citate nella Bibbia, di una cane che si chiama “Vieniqui” Continua a leggere

C come “Canto della pianura.” (o K come Kent Haruf)

pliainsongAvevo chiuso “Benedizione” esattamente un anno fa, con gli occhi gonfi di lacrime. E ad un anno esatto (una pura coincidenza, giuro), chiudo questo “Plainsong” con la voglia di andare avanti, di portare a termine questa trilogia, riprendendo anche, di nuovo, quel primo che in realtà è il terzo.

Certo che la scrittura di Haruf è come una magia… Le pagine hanno il potere di trasportarti proprio là, di sentire il caldo, il freddo, il vento che soffia, l’odore del bestiame, la polvere in gola, il dolore fisico e anche quello dell’anima, la vita e l’amore, in tutte le sue forme. Continua a leggere

A come “African psycho.” (o A come Alain Mabanckou)

mabanckou_psycho_webNel quartiere di Colui-che-beve-l’acqua-è-un-imbecille vive Grégoire, un giovane aspirante assassino, con un unico scopo nella vita: quello di uccidere qualcuno in una maniera così clamorosa da riuscire a diventare famoso come il suo idolo e unica guida di vita, il Gran Maestro Angoualima, noto serial killer della zona, che si è distinto per i suoi delitti particolarmente efferati. Continua a leggere

D come “Dicono che domani ci sarà la guerra.” (o F come Franco Arba)

guerraE’ la storia di Enrico, un giovane ragazzo sardo cresciuto in una famiglia aspra e arida, sia di averi che di sentimenti, che si arruola nella Grande Guerra perché ha sentito che, nell’estate del 1900, un principe sardo di nome Gavino ha assassinato un cugino del Re e, siccome la Sardegna ama il suo Re e tutti i Savoia, la chiamata alle armi, dopo tanti anni, da parte del figlio di quel Re, è sicuramente l’unica maniera possibile per lavare la terribile onta di cui la sua terra si è macchiata, a causa di quel Gavino, principe di chissà cosa. Continua a leggere