L come “Le cose che esistono.” (o S come Salvatore Azzarello)

le-cose-che-esistonoLa Sicilia, quest’isola antica ed eterna, che a raccontarla non si finisce mai, che cambia e rimane sempre la stessa, che brucia sotto il sole rovente e accoglie come le braccia di una madre. La Sicilia, questo posto da dove si va via, e non la si trova più da nessuna parte. Questo posto, dove si vuol tornare, ma poi il dolore si trasforma in altro, i ricordi confondono, il tempo si prende le cose. Continua a leggere

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F come “Fiori d’asfalto ed altre solitudini”. (o A come Allan Corsaro)

Layout 1Parlare di una raccolta di poesie mi è sempre sembrato molto difficile, ho sempre pensato di non poter riuscire a dire la mia su qualcosa che trovo molto più intimo di un romanzo. Il romanzo scava, racconta, approfondisce, tira fuori le viscere, è molto profondo, ma, a dispetto del coinvolgimento che può creare, del riconoscimento o delle rivelazioni che può regalare, ti permette anche lo sguardo dall’alto, ti permette di avere molteplici punti di vista, di calibrare la prospettiva. Continua a leggere

R come “Romanacci tua!” (o S come Stefano Vigilante)

ROMANACCI TUAEsce oggi, per ‘round midnight edizioni“Romanacci tua!”, di Stefano Vigilante e io ho avuto l’onore e il piacere di poterlo leggere in anteprima. 91 pagine, 24 racconti “uno-tira-l’altro”, tutti ambientati al Pigneto, prima che il Pigneto diventasse “di moda”, narrati dalla voce ironica, divertente, reale e amara di chi al Pigneto ci ha vissuto, negli anni 70, ci ha vissuto e ne ha visto i sacrifici di tutti per tirar giornata.

Il dialetto romano la fa da padrone, dà forza a tutti i racconti, li colora, li rende esilaranti e li restituisce tutt’altro che leggeri alla mia coscienza di lettrice che chiude la novantunesima pagina con un riso amaro stampato in faccia. Continua a leggere

V come “Vangelo Yankee”. (o N come Nicolò Gianelli)

VANGELO YANKEEE alla fine sono partita. Sono partita con Nicolò per questo viaggio che è stato lunghissimo, in termini di miglia percorse ed emozioni vissute, e brevissimo perché aveva ragione Angela, la sua mamma, quando mi ha detto che questo è un libro che, quando lo cominci, poi non lo molli fino alla fine. Anzi, fino all’inizio. Perché Vangelo Yankee è un viaggio che comincia dalla fine e forse è anche questo che ti spinge ad andare avanti, cioè, a tornare indietro, per scoprire cosa è successo prima, per arrivare a quel Kristof Katrakowsky Kazachenko che riempie queste pagine. Perché Vangelo Yankee NON E’ un diario di viaggio, ma pezzi di vita che si fondono l’uno nell’altro a costruire una storia unica nella quale i protagonisti (Nicolò e i suoi tre amici, con i quali ha davvero fatto questo viaggio) non sono più i protagonisti della storia stessa, ma fanno da sfondo ad un quadro in cui tutti i personaggi che incontri ad ogni capitolo diventano le vere figure principali. Continua a leggere

B come “Brutto vizio morire”. (o N come Nicolò Gianelli)

gianelli 1Sei racconti brevi nei quali la morte viene raccontata sotto altrettanti punti di vista. Sei vizi attuali e molto comuni rappresentati dalle sostanze e dalle abitudini elencate nel sottotitolo di ciascun racconto. Caffeina, nicotina, alcool, adulterio, cocaina, gioco d’azzardo. Continua a leggere