F come “Fiori d’asfalto ed altre solitudini”. (o A come Allan Corsaro)

Layout 1Parlare di una raccolta di poesie mi è sempre sembrato molto difficile, ho sempre pensato di non poter riuscire a dire la mia su qualcosa che trovo molto più intimo di un romanzo. Il romanzo scava, racconta, approfondisce, tira fuori le viscere, è molto profondo, ma, a dispetto del coinvolgimento che può creare, del riconoscimento o delle rivelazioni che può regalare, ti permette anche lo sguardo dall’alto, ti permette di avere molteplici punti di vista, di calibrare la prospettiva. Continua a leggere

R come “Romanacci tua!” (o S come Stefano Vigilante)

ROMANACCI TUAEsce oggi, per ‘round midnight edizioni“Romanacci tua!”, di Stefano Vigilante e io ho avuto l’onore e il piacere di poterlo leggere in anteprima. 91 pagine, 24 racconti “uno-tira-l’altro”, tutti ambientati al Pigneto, prima che il Pigneto diventasse “di moda”, narrati dalla voce ironica, divertente, reale e amara di chi al Pigneto ci ha vissuto, negli anni 70, ci ha vissuto e ne ha visto i sacrifici di tutti per tirar giornata.

Il dialetto romano la fa da padrone, dà forza a tutti i racconti, li colora, li rende esilaranti e li restituisce tutt’altro che leggeri alla mia coscienza di lettrice che chiude la novantunesima pagina con un riso amaro stampato in faccia. Continua a leggere

V come “Vangelo Yankee”. (o N come Nicolò Gianelli)

VANGELO YANKEEE alla fine sono partita. Sono partita con Nicolò per questo viaggio che è stato lunghissimo, in termini di miglia percorse ed emozioni vissute, e brevissimo perché aveva ragione Angela, la sua mamma, quando mi ha detto che questo è un libro che, quando lo cominci, poi non lo molli fino alla fine. Anzi, fino all’inizio. Perché Vangelo Yankee è un viaggio che comincia dalla fine e forse è anche questo che ti spinge ad andare avanti, cioè, a tornare indietro, per scoprire cosa è successo prima, per arrivare a quel Kristof Katrakowsky Kazachenko che riempie queste pagine. Perché Vangelo Yankee NON E’ un diario di viaggio, ma pezzi di vita che si fondono l’uno nell’altro a costruire una storia unica nella quale i protagonisti (Nicolò e i suoi tre amici, con i quali ha davvero fatto questo viaggio) non sono più i protagonisti della storia stessa, ma fanno da sfondo ad un quadro in cui tutti i personaggi che incontri ad ogni capitolo diventano le vere figure principali. Continua a leggere

B come “Brutto vizio morire”. (o N come Nicolò Gianelli)

gianelli 1Sei racconti brevi nei quali la morte viene raccontata sotto altrettanti punti di vista. Sei vizi attuali e molto comuni rappresentati dalle sostanze e dalle abitudini elencate nel sottotitolo di ciascun racconto. Caffeina, nicotina, alcool, adulterio, cocaina, gioco d’azzardo. Continua a leggere

S come “Statti attento da me” (o A come Amleto De Silva)

Statti-attento-da-me“Statti attento da me” è un libro che ti prende fin dalla prima riga.

Senza troppi convenevoli e senza troppi fronzoli (inizia tutto con una sega che Totonno, uno dei protagonisti, si ritrova quasi inspiegabilmente a farsi davanti alla finestra della cucina, incurante di chiunque lo possa vedere) ti catapulta nelle vicende di cinque personaggi che apparentemente non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro, infatti all’inizio sembra che le storie di ciascuno di loro siano completamente slegate l’una dall’altra, come racconti indipendenti.

In realtà, l’incastro è perfetto e, pagina dopo pagina, tutto torna, tutto si combina in un intreccio imprescindibile.

Ti cattura, ti fa sorridere, ti fa pensare. Poichè dietro la satira, che Amleto De Silva dirige magistralmente, c’è l’analisi chirurgia di un’Italia che si sta autodistruggendo. Continua a leggere