L come “Le nostre anime di notte.” (o K come Kent Haruf)

HARUFDue anime sole che si prendono cura l’una dell’altra perché “non è mai troppo tardi per essere felici”.

Siamo ancora a Holt, un luogo ormai familiare, e, ancora una volta, Haruf ci fa incontrare personaggi ai quali poi si finisce per voler bene, per affezionarsi.

Un giorno qualunque, Addie Moore, ormai vedova da diversi anni, si ferma a casa di Louis Waters, anche lui rimasto solo da tempo, e gli propone, così, senza troppi giri di parole, di passare le notti insieme, per parlare, per farsi compagnia, per stare bene. Continua a leggere

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C come “Crepuscolo.” (o K come Kent Haruf)

Cop-Crepuscolo-webLa vita dei fratelli McPheron e quella di Victoria Roubideaux e della piccola Katie diventa un tutt’uno, imparano a volersi bene, fanno famiglia, si prendono cura gli uni degli altri, stanno finalmente bene e si mancano l’un l’altro quando Victoria parte per l’università, portando con sé la bambina. Si vedranno ugualmente, durante le feste, e si sentono spesso al telefono, ma si mancano tremendamente e se lo dicono, hanno imparato, tutti, a dirsi le cose, ad esprimere sentimenti ai quali forse non erano nemmeno abituati. Continua a leggere

C come “Canto della pianura.” (o K come Kent Haruf)

pliainsongAvevo chiuso “Benedizione” esattamente un anno fa, con gli occhi gonfi di lacrime. E ad un anno esatto (una pura coincidenza, giuro), chiudo questo “Plainsong” con la voglia di andare avanti, di portare a termine questa trilogia, riprendendo anche, di nuovo, quel primo che in realtà è il terzo.

Certo che la scrittura di Haruf è come una magia… Le pagine hanno il potere di trasportarti proprio là, di sentire il caldo, il freddo, il vento che soffia, l’odore del bestiame, la polvere in gola, il dolore fisico e anche quello dell’anima, la vita e l’amore, in tutte le sue forme. Continua a leggere

L come “Le ossa di san Lorenzo.” (o V come Vicente Alfonso)

san-lorenzoAvanti e indietro, tra ricordi, testimonianze postume, confessioni registrare durante complicate sedute di psicoterapia, storie che si contraddicono l’una con l’altra, sensazioni, verità nascoste, il dottor Alberto Albores cerca di far luce sull’omicidio di Farid Sabag, incrociando le vite e i destini di tutti i protagonisti di questa vicenda, che non avrà mai una sua verità assoluta, ma tante sfaccettature e versioni che mettono continuamente in discussione le labili certezze del dottore stesso. Continua a leggere

L come “La Madonna dei mandarini”. (o A come Antonella Cilento) #ibc16 n° 4

cover_CILENTOLa vicenda si svolge a Napoli, dove Statine, un venticinquenne con il colesterolo alto e una punta di diabete, al terzo anno di medicina e convivente con l’anziana nonna malata, per racimolare qualche soldo, fa il volontario presso un’associazione che aiuta bambini disabili e ragazze madri, grazie ai proventi elargiti con “sincera generosità” da don Cuccurullo, parroco fin troppo moderno e sensibile al fascino della gloria. Anche piuttosto losco e viscido, a dirla tutta. Continua a leggere