L come “La compagnia delle anime finte.” (o W come Wanda Marasco)

la_compagnia_delle_anime_finte_01Seduta a fianco al letto, Rosa parla a sua madre appena morta, Vincenzina Umbriello, parla alla sua anima, al suo corpo su cui spia le tracce di tutte le azioni finite, il disegno dei vichi che hanno percorso insieme, vascio dopo vascio. Le parla e la sente rispondere, le sussurra la vita, le parla per riparare al guasto che le ha unite oltre il legame di sangue e ha marchiato irrimediabilmente il destino di entrambe.

Rosa rivive l’infanzia della madre, la povertà, i soprusi subiti e inferti, l’usura, la violenza, l’incontro con Rafaele, suo padre, così lontano e diverso, erede triste e solitario di una ricca famiglia. Continua a leggere

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I come “Il morso.” (o S come Simona Lo Iacono)

il_morso_01Sapevo che avrei amato questo libro senza alcuna riserva ancora prima di averlo tra le mani. Simona Lo Iacono, dopo “Le streghe di Lenzavacche” e “Il morso”, si conferma tra i miei scrittori preferiti. Il suo stile, il suo linguaggio ricco ed elegante, le permette di catturare il lettore tra le trame di un ricamo filato in oro.

Lucia Salvo è una ragazza di 16 anni, conosciuta da tutti come la “babba”, la pazza, a causa delle ripetute crisi epilettiche che la colpiscono frequentemente e all’improvviso facendole perdere coscienza. Continua a leggere

L come “La libreria di zia Charlotte.” (o T come Thomas Montasser)

Una sera qualunque, un’anziana libraia chiude il suo negozio e scompare nel nulla. In silenzio, lasciando come unica traccia un biglietto: “Sarà mia nipote Valerie a occuparsi di tutto”.

Comincia così l’avventura di Valerie, giovane neolaureata in economia aziendale, che si trova catapultata in un mondo a lei apparentemente estraneo, un’antica libreria, un “posto antidiluviano”, incomprensibile a suoi occhi e alla sua razionalità. Continua a leggere