I come “Il commesso”. (o B come Bernard Malamud) #ibc16 n° 15

malamudIl libro preferito dalla libraia2, quello che lei consiglia sempre. Con ragione, aggiungo io.

Una storia che ti rimane nel cuore, quella del caro Morris Bober, povero droghiere ebreo che lotta ogni giorno per la sopravvivenza, per salvare quelle quattro mura dalle fauci della concorrenza, di Frank Alpine, spiantato ragazzo di origini italiane, un goy, un non ebreo, alla ricerca di un riscatto personale, che troppo spesso sconfina nel fallimento, di Helen Bober, figlia di Morris, ambiziosa, in cerca della storia d’amore perfetta, incapace, così, di aprire il suo cuore e lasciarsi andare. Continua a leggere

Annunci

T come “Tutti gli uomini di mia madre”. (o K come Kerry Hudson) #ibc16 n° 9

HUDSONLa madre perfetta non esiste. Pare invece che il mondo sia popolato da innumerevoli madri sbagliate che si ritrovano tra le mani altrettanti figli sbagliati e non sanno che farsene, non sanno da dove cominciare, non riescono a capire, non vogliono rinunciare alla vita come era prima e si ritrovano a combinare dei casini inenarrabili, dai quali, poi, i figli dovranno districarsi più o meno da soli, secondo regole non scritte che dettano una sorta di vademecum per la sopravvivenza. Continua a leggere

S come “Scarti.” (o J come Jonathan Miles)

MF_SOT_000_MILES_Scarti_PIATTO.inddNon è stato facile leggere Scarti, non è uno di quei libri che ti prendono già dalle prime pagine, ci vuole un bel po’ prima che tu possa dire “ok, ci siamo, adesso non lo mollo più”. Ci sono alcune parti che vanno via veloci e altre, invece, che sono lentissime e noiose. Più di una volta sono stata tentata di seguire il motto “non finirò i libri che non mi piacciono”, ma sono contenta di non averlo fatto, sono contenta di avergli dato una chance, perché, alla fine, posso proprio dire che è un bel libro, scritto molto bene, una storia profonda, che fa riflettere, che mette in discussione molti aspetti della nostra vita. Un ottimo lavoro, insomma. Continua a leggere

L come “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”. (o A come Aimee Bender)

linconfondibile-tristezza-della-torta-al-limoneE’ la settimana del suo compleanno, Rosie sta per compiere nove anni, torna a casa da scuola e la mamma le propone una torta al limone, ricoperta di glassa al cioccolato, come una prova generale, prima di quella ufficiale per la sua festicciola. Rosie allora si siede al tavolo della cucina con il suo libro di ortografia e osserva la mamma mentre prepara quella fantastica torta, la sua preferita. A cottura ultimata, mentre la mamma è a fare un riposino, Rosie taglia un angolo di quella torta squisita per assaggiarla, non resiste alla tentazione: leggerezza dell’impasto al limone cotto al forno, avviluppato da freschi riccioli di zucchero scuro scuro. Insomma, buonissima, secondo le aspettative. Continua a leggere

G come “Gli eroi imperfetti.” (o S come Stefano Sgambati)

Gli-eroi-imperfettiRoma, zona Piazzale Ponte Milvio, dicembre 2008. Piove da sempre, ormai. Il Tevere è in piena e rischia l’esondazione.

Corrado Marini, proprietario di una bottiglieria, e Carmen, la moglie, invitano a cena Gaspare, titolare del negozio di cornici poco distante dal loro.

Terminata la cena, Carmen propone “il gioco della verità”, durante il quale Gaspare svela un terribile segreto che riguarda la morte di sua moglie, il cui cadavere fu trovato nel Tevere, gonfio e sbiadito, alcuni anni prima.

Il segreto svelato è talmente scioccante da mettere in crisi il rapporto di Corrado e Carmen, un rapporto fatto di quotidiana normalità. Continua a leggere