“La libreria della rue Charras.” (Kaouther Adimi)

29Algeri, 2017, sulla vetrina di un negozio sito all’altezza di quello che un tempo fu il civico 2 bis della rue Charras, oggi rue Hamani, campeggia la scritta “Un uomo che legge ne vale due”. Lì dentro si nasconde una Storia importante, che ha sconvolto il mondo, la storia di un uomo, che nel 1936, di ritorno da un viaggio a Parigi, all’età di vent’anni e pieno di entusiasmo, intraprende la grande avventura di aprire una libreria-casa editrice con l’intento di pubblicare opere di scrittori provenienti da tutte e due le sponde del Mediterraneo, abbattendo così qualunque barriera di lingua, nazionalità e religione. Continua a leggere

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“Una donna.” (Annie Ernaux)

22A pochi giorni dalla morte della madre, avvenuta un lunedì di aprile, nella casa di riposo dove era stata ricoverata, imprigionata dal morbo di Alzheimer, che l’ha plasmata, col tempo, a suo piacimento, Annie Ernaux raccoglie il coraggio necessario per mettere nero su bianco l’incipit che darà vita a questo libro e che renderà reale e definitivo ciò che è appena accaduto:  Continua a leggere

“Memoria di ragazza.” (Annie Ernaux)

18La giovane Annie D. parte per fare l’educatrice in una colonia estiva. E’ la sua prima volta lontano da casa, è il 1958, e lei sta per compiere il suo diciottesimo anno di età. E’ affamata di vita e determinata ad abbandonarcisi completamente, a non perdere nemmeno più un minuto di tempo. Si ritrova, in men che non si dica, ad infilarsi in maniera del tutto superficiale in situazioni che fino al giorno prima non aveva forse nemmeno immaginato, bruciando una libertà mai vista prima, commettendo una serie di errori dai quali farà fatica ad affrancarsi e rendendosi agli occhi di tutti una persona per nulla gradevole. Continua a leggere

“L’altra figlia.” (Annie Ernaux)

ernauxScrivere una lettera a qualcuno che non la leggerà mai, come una terapia che scava profondamente nei sentimenti, nel non detto, nelle cose sofferte.

Scoprire a dieci anni di aver avuto una sorella, morta prima della propria nascita, a soli sei anni. Scoprire che era quella brava, scrutare le vite di un padre e di una madre che non dicono nulla, perché l’argomento è intoccabile, sentirsi quella arrivata dopo, quella che, se tutto questo non fosse successo, non sarebbe nemmeno  mai nata. Continua a leggere

“Gilgi, una di noi.” (Irmgard Keun)

gilgi“La tiene stretta nelle mani, Gilgi, la sua piccola vita. Il suo nome sarebbe Gisela, ma è così che si fa chiamare: Gilgi. Un nome con due i meglio si addice a gambe magre e fianchi da bambina, a  minuscoli cappellini alla moda che rimangono aggrappati in cima alla testa come per magia. Quando avrà venticinque anni, allora si farà chiamare Gisela. Per adesso non è il caso.”

Non ha tempo da perdere Gilgi, deve seguire la sua strada, lavorare, lavorare, correre, non sprecare nemmeno un minuto, fare esercizio, camminare, non perdersi in inutili chiacchiere, lavorare ancora, guadagnare il più possibile, risparmiare, mettere da parte tutto il denaro che le servirà per andare in Francia, in Spagna, e chissà altro dove. Continua a leggere