J come “Just kids.” (o P come Patti Smith)

just kidsSiamo a Coney Island, sono gli anni ’70 e, sulla Promenade, ci sono due ragazzi che passeggiano, vestiti in un modo un po’ eccentrico, non sono famosi, ma lo diventeranno perché sono speciali, perché siamo a New York, sono, appunto, gli anni ’70 e l’arte, qualunque forma d’arte, era qualcosa che davvero poteva accadere, che permeava la vita, alla quale si poteva dare tutto e che ti poteva dare tutto. Insomma, ci sono questi due ragazzi che passeggiano e ci sono anche due turisti, passeggiano anche loro sulla Promenade, sono un po’ avanti con l’età e hanno una macchina fotografica in mano, di quelle che facevano uscire le foto subito dopo averle scattate, e vedono questi due ragazzi, pensano che siano famosi e chiedono di poter fare una foto, ma, mentre stanno per scattare, la signora esclama “Oh, no! They’re just kids!”, sono solo dei ragazzi. Quei due ragazzi erano Patti Smith e Robert Mupplethorpe e famosi lo sarebbero diventati eccome. Continua a leggere

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I come “Il caso Malaussène. MI HANNO MENTITO.” (o D come Daniel Pennac)

9788807032332_quartaFinalmente, dopo tanto tempo, troppo, il ritorno del mio capro espiatorio preferito. Benjamin Malaussène e la sua squinternata famiglia sono di nuovo alle prese con le assurdità della loro vita, che questa volta ruotano attorno al rapimento di Georges Lapietà, uomo d’affari. Continua a leggere

L come “La vita in generale.” (o T come Tito Faraci)

titoMario Castelli, Il Generale, si ritrova, ad un certo punto della sua vita, ancora molto giovane, alla guida della ditta di famiglia, dopo la morte del padre e dopo aver trascorso un anno a far gavetta, dal basso, insieme ai suoi operai. Prende in mano le sorti dell’azienda, ci crede e la riporta alla ribalta. Ha carisma, sa farsi voler bene, è un uomo onesto e crede e si fida ciecamente delle persone che sono al suo fianco. Ha tutto ciò che si potrebbe chiedere.

Come un fulmine a ciel sereno, un terribile tradimento, perpetrato in realtà silenziosamente nel tempo, gli toglie tutto: l’azienda, i soldi, l’amore, la famiglia, la vita. Finisce in carcere, Il Generale, e ci rimane otto anni, al termine dei quali sceglie la libertà: sceglie di diventare un invisibile, un barboneclochardsenzatetto, chiamatelo come volete. Continua a leggere