“Tutto male finché dura.” (Paolo Zardi)

26Paolo è così, inizi a leggerlo e ti dimentichi di tutto il resto, mi è successo più di una volta.

Vorrei cominciare col dire che, la prima volta che ho visto la copertina di questo libro, quando ormai mancavano pochi giorni alla sua uscita, mi sono emozionata tipo come si emoziona una madre quando vede il proprio figlio lasciare il nido per andare all’università.

La seconda emozione è arrivata quando, a libro in mano, lo apro e leggo “A Angelo e Francesco”. Ecco, qui mi sono proprio commossa.  Continua a leggere

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“Le assaggiatrici.” (Rosella Postorino)

assaggiatriciLa Guerra raccontata sotto una prospettiva che non avevo mai conosciuto prima. Sono stata completamente catturata da queste pagine, a tratti spaventata, spesso angosciata, preoccupata, rattristata. Tutte sensazioni che mi porto dietro da anni, da quando ero bambina e i miei nonni mi hanno raccontato la Loro Guerra, fin da quando ero ragazza e mi sono ritrovata a preparare l’esame di Filosofia Morale sulla Shoah (l’unico della mia breve carriera di studentessa universitaria in cui abbia anche preso 30), versando fiumi di lacrime sui testi. Continua a leggere

“Just kids.” (Patti Smith)

just kidsSiamo a Coney Island, sono gli anni ’70 e, sulla Promenade, ci sono due ragazzi che passeggiano, vestiti in un modo un po’ eccentrico, non sono famosi, ma lo diventeranno perché sono speciali, perché siamo a New York, sono, appunto, gli anni ’70 e l’arte, qualunque forma d’arte, era qualcosa che davvero poteva accadere, che permeava la vita, alla quale si poteva dare tutto e che ti poteva dare tutto. Insomma, ci sono questi due ragazzi che passeggiano e ci sono anche due turisti, passeggiano anche loro sulla Promenade, sono un po’ avanti con l’età e hanno una macchina fotografica in mano, di quelle che facevano uscire le foto subito dopo averle scattate, e vedono questi due ragazzi, pensano che siano famosi e chiedono di poter fare una foto, ma, mentre stanno per scattare, la signora esclama “Oh, no! They’re just kids!”, sono solo dei ragazzi. Quei due ragazzi erano Patti Smith e Robert Mupplethorpe e famosi lo sarebbero diventati eccome. Continua a leggere

“Il caso Malaussène. MI HANNO MENTITO.” (Daniel Pennac)

9788807032332_quartaFinalmente, dopo tanto tempo, troppo, il ritorno del mio capro espiatorio preferito. Benjamin Malaussène e la sua squinternata famiglia sono di nuovo alle prese con le assurdità della loro vita, che questa volta ruotano attorno al rapimento di Georges Lapietà, uomo d’affari. Continua a leggere

“La vita in generale.” (Tito Faraci)

titoMario Castelli, Il Generale, si ritrova, ad un certo punto della sua vita, ancora molto giovane, alla guida della ditta di famiglia, dopo la morte del padre e dopo aver trascorso un anno a far gavetta, dal basso, insieme ai suoi operai. Prende in mano le sorti dell’azienda, ci crede e la riporta alla ribalta. Ha carisma, sa farsi voler bene, è un uomo onesto e crede e si fida ciecamente delle persone che sono al suo fianco. Ha tutto ciò che si potrebbe chiedere.

Come un fulmine a ciel sereno, un terribile tradimento, perpetrato in realtà silenziosamente nel tempo, gli toglie tutto: l’azienda, i soldi, l’amore, la famiglia, la vita. Finisce in carcere, Il Generale, e ci rimane otto anni, al termine dei quali sceglie la libertà: sceglie di diventare un invisibile, un barboneclochardsenzatetto, chiamatelo come volete. Continua a leggere