L come “La vita in generale.” (o T come Tito Faraci)

titoMario Castelli, Il Generale, si ritrova, ad un certo punto della sua vita, ancora molto giovane, alla guida della ditta di famiglia, dopo la morte del padre e dopo aver trascorso un anno a far gavetta, dal basso, insieme ai suoi operai. Prende in mano le sorti dell’azienda, ci crede e la riporta alla ribalta. Ha carisma, sa farsi voler bene, è un uomo onesto e crede e si fida ciecamente delle persone che sono al suo fianco. Ha tutto ciò che si potrebbe chiedere.

Come un fulmine a ciel sereno, un terribile tradimento, perpetrato in realtà silenziosamente nel tempo, gli toglie tutto: l’azienda, i soldi, l’amore, la famiglia, la vita. Finisce in carcere, Il Generale, e ci rimane otto anni, al termine dei quali sceglie la libertà: sceglie di diventare un invisibile, un barboneclochardsenzatetto, chiamatelo come volete. Continua a leggere