“Nel guscio.” (Ian McEwan)

NEL GUSCIOUn testimone insolito assiste impotente al diabolico progetto dell’omicidio perfetto.

Trudy è quasi al termine della sua gravidanza, ma la nascita di questo bambino si prospetta tutt’altro che lieta. Ad attenderlo, in questo mondo, non ci sono le calorose braccia di una madre amorevole, né la forza rassicurante di un padre affettuoso. Tutt’altro. Dal grembo della sua ospite, alquanto priva di istinto materno, il nascituro ascolta, osserva e ci racconta cosa succede e cosa sta per accadere in quella che forse sarà la sua casa. Continua a leggere

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“Le cure domestiche.” (Marilynne Robinson)

_le-cure-domestiche-1477888543Ruth e Lucille, rimaste orfane, crescono a Fingerbone con la nonna e, dopo la morte di questa, con la zia Sylvie.

Fingerbone, cittadina del Midwest dove è nata e cresciuta la loro mamma Helene, sorge intorno alle rive di un lago fondo e cupo, teatro di un tragico incidente e luogo di eterno riposo per molti abitanti della zona. Continua a leggere

“L’Arminuta.” (Donatella Di Pietrantonio)

l'arminutaL’Arminuta, come la chiamano in paese, è la ritornata, è quella che un giorno qualunque si ritrova, con una valigia in mano e una sacca che contiene le sue scarpe, a salire le scale di una casa che non conosce, a rientrare nella vita della sua famiglia di origine, una famiglia che lei non ha mai vissuto, in cui si sente estranea, allontanata quando aveva solo sei mesi, e adesso rifiutata, restituita al mittente, senza capire perché, dai genitori che l’hanno cresciuta. Un pacco, spostato a piacimento, come se fosse semplice ritrovarsi, di punto in bianco, a non avere più riferimenti, a non sapere più chi sia la madre, chi sia il padre, che tipo di vita debba condurre d’ora in poi. Continua a leggere

“Mi chiamo Lucy Barton.” (Elizabeth Strout)

_mi-chiamo-lucy-barton-1458430604Dalla sua stanza di un ospedale di New York, alla cui finestra si staglia l’elegante profilo del Chrysler che, con le sue luci notturne, le fa compagnia, Lucy Barton, ricoverata per diverse settimane, trascorre cinque giorni con la madre. La trova lì, ai piedi del letto, una mattina. Una sorpresa inaspettata, dopo tanti anni. Continua a leggere

“Girotondo.” (Arthur Schnitzler)

girotondoSono pagine che scorrono come una danza, quelle di questo piccolo capolavoro teatrale di Arthur Schnitzler. Personaggi che entrano ed escono dalle dieci scene, creando una sorta di catena umana. Ecco, mi ha fatto proprio venire in mente i giochi del girotondo che facevamo a scuola, quelli dove c’erano due cerchi concentrici di persone che si incrociavano scambiandosi la mano. Una danza, appunto, armoniosa e, ad ogni scena, sorprendente. Dieci scene che affrontano temi tanto spregiudicati e crudi da far ben valere, all’epoca, un procedimento giudiziario per pornografia.  Continua a leggere