“Le Case del malcontento.” (Sacha Naspini)

28Sacha Naspini e il suo Le Case del malcontento sono stati per me una fantastica rivelazione. Non conoscevo l’autore e non avevo mai letto nulla prima di questo romanzo, e adesso so che andrò a recuperare il più possibile, perché sono stata veramente conquistata dal suo stile brillante e coinvolgente.

Le Case del malcontento è un lavoro geniale, che, con una lingua che si sente parlare e di cui si riesce a cogliere ogni sfumatura, sorprende pagina dopo pagina, svelando segreti inimmaginabili, prendendo pieghe che più di una volta lasciano senza fiato, e portando alla luce ombre delle quali non si era nemmeno colta l’esistenza. Continua a leggere

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“Questa sera è già domani.” (Lia Levi)

23Genova. 1938. La famiglia Rimon comincia a prendere le misure, ognuno a suo modo, con una nuova realtà, le Legge Razziali che si fanno via via più restrittive e spaventose.

Il padre, Marc, nato in Belgio e con passaporto inglese, è un tipo pacifico e silenzioso, ma poco determinato, e che difficilmente prende il sopravvento su una moglie, Emilia, delusa da una vita che non le va mai bene e sempre rancorosa nei confronti di tutti. Il figlio, Alessandro, è un piccolo genio mancato. Continua a leggere

“L’alcol e la nostalgia.” (Mathias Enard)

ENARDSu un treno, durante un interminabile viaggio intrapreso per riportare la salma del suo caro amico Vladimir al paese di origine, Mathias ripercorre ricordi, dolori e  gelosie di un rapporto di amicizia e di amore difficile tanto quanto inevitabile. Continua a leggere

“Di notte sotto il ponte di pietra.” (Leo Perutz)

PERUTZUn viaggio fantastico, alla scoperta di una misteriosa Praga alla fine del sedicesimo secolo, che, tra vicoli bui, case diroccate, simboli religiosi, il fiume che la attraversa e un ponte di storica importanza, appare qui come un posto magico. Continua a leggere

“Le streghe di Lenzavacche.” (Simona Lo Iacono)

lenzavacche“Dichiaro che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti dei maghi”.

FRIEDRICH SEPE, confessore delle streghe condannate al rogo in Würzburg, 1631

A Lenzavacche, un piccolo paesino della Sicilia, sorge una villa, una vecchia dimora di caccia, sormontata dallo stemma nobiliare degli Astolfo. Nel 1600 alcune donne emarginate dalla società, mogli abbandonate, ragazze gravide, figlie reiette, si riunirono nella villa, creando una vera e propria comune di condivisione, ma vennero fraintese, bollate come streghe e sterminate crudelmente. Solo una si salvò, l’unica che poté quindi dare vita ad una lunga stirpe di donne di sapienza, di lettere e di magia. Continua a leggere