C come “(La) conta delle lentiggini” (o F come Flavia Ganzenua)

la-conta-chiusoLa favola di Barbablu non è mai stata la mia preferita. Però è quella che mi è rimasta più impressa nella mente. Non mi sono mai data pace per quella chiave sporca di sangue che non si poteva lavare, l’ennesima metafora del peccato, della disobbedienza che non si può cancellare.

Una raccolta di racconti che oscilla costantemente tra un passato che non c’è più, un presente che non è mai come si vorrebbe e un futuro che non ci sarà, una sorta di trappola in un mondo sospeso tra favola e realtà, personaggi incastrati in mondi che non vogliono, con l’eterna sensazione di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato. Continua a leggere

R come “(Il) ragazzo a quattro zampe” (o S come Simone Bisantino)

copertina-4-zampeIn quarta di copertina:

“Ragazzi che vagano nella notte senza una meta che non sia la dissoluzione interiore, donne che si vendicano di uomini rozzi e violenti, giovani che si ritrovano papà all’improvviso e scoprono di odiare il proprio figlio, genitori che abusano dei loro bambini e altre storie, separate e allo stesso tempo parte di un racconto unico.

Il ragazzo a quattro zampe esplora un universo di esistenze ai limiti, coraggiose eppure nella loro disperata ricerca di assoluto cosi’ fragili, sospese tra il desiderio impossibile di vita e palpabili pulsioni di morte.” Continua a leggere