L come “L’Amore è una Favola.” (o A come Annarita Briganti)

GIOIAEd eccola di nuovo qui, la nostra #GioiaLieve. L’avevamo lasciata su un volo, diretta a Valencia, alla ricerca di una figlia tutta sua, con tutti i mezzi e a tutti i costi.

E’ tornata a Milano, #Gioia, la città che la ha adottata. E’ tornata cambiata e più forte, nonostante tutto, decisa più che mai a prendersi dalla vita ciò che vuole veramente e ciò che le spetta, senza compromessi, senza ripieghi.

Piena di impegni, con il lavoro che non la fa fermare un attimo, uno sfratto imminente e uno stalker che la disturba sempre di più. Le viene richiesto di scrivere la prefazione al catalogo della mostra Rebel Hearts di #GuidoGiacometti, scultore figlio d’arte che cerca di superare la superiorità del padre attraverso le sue opere, definite “installazioni sentimentali”.  Continua a leggere

P come Prima Presentazione di “L’Amore è una favola” di Annarita Briganti. S.I.A.M. Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri. #bcm2015

AnnaritaEccomi qui, al secondo evento di cui voglio lasciare traccia. Sono le 12.30, la stiamo aspettando. Lei è Annarita Briganti. L’ho conosciuta quest’estate grazie al suo primo libro “Non chiedermi come sei nata”, anzi, grazie ad un aperitivo in libreria, organizzato dalla mia libraia preferita. Eccola, è arrivata! Timida, emozionata, nascosta sotto uno splendido cappello. Siamo qui per la Prima Presentazione del suo nuovo romanzo, “L’Amore è una favola” (CAIRO EDITORE), uno tra i tanti e fantastici eventi di #bcm2015. Il posto è meraviglioso, l’Aula Magna della S.I.A.M, Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, in un angolo di Milano che conoscevo poco e che è stato un piacere scoprire meglio. La accompagna un elegante ed emozionato Marco Garavaglia, vice direttore della casa editrice, che introduce la presentazione leggendoci la bellissima poesia “Amore a prima vista” di Wisława Szymborska, che personalmente trovo perfetta. Continua a leggere

N come “Non chiedermi come sei nata”. (o A come Annarita Briganti)

annaritaGioia, giornalista culturale freelance di un famoso e importante quotidiano italiano, è sola, seduta sul lettino di una spiaggia francese, una mattina di gennaio, quando ha un aborto spontaneo. La portano in ospedale, dove scopre di aver perso un bambino che non sapeva nemmeno di aspettare. E’ sola durante la sua elaborazione del “lutto”, è sola quando capisce di desiderare fortemente la maternità, di volere una figlia, di volerla con Uto, il suo fidanzato. E’ sola quando scopre che lei ed Uto, per poter diventare genitori, dovranno affrontare tutto un iter medico e psicologico, la fecondazione assistita, che li allontanerà sempre di più. Continua a leggere