D come “Dio taglia 60” (o G come Gianluca Merola)

merolaStanotte non ho dormito niente. Ormai è un’abitudine. Tenevo stretto questo libro tra le mani. L’ho letto, riletto e riletto innumerevoli volte.

Mi sono addormentata, e poi svegliata, riaddormentata e svegliata di nuovo, a ripetizione. Un ciclo continuo pieno zeppo di sogni bui e incasinati, non me ne ricordo uno.

Aspettavo questo libro da giorni, lo aspettavo come una madre aspetta che un figlio ritorni sano e salvo dalla guerra, sporgendosi continuamente sull’uscio di casa, nella speranza di intravedere da lontano la sagoma della sua carne. E finalmente è arrivato. La sensazione di tenere fra le mani una cosa per la quale, anche solo un po’, sai cosa è successo prima, è pazzesca. E degna di un bel pianto. Continua a leggere