D come “Dicono che domani ci sarà la guerra.” (o F come Franco Arba)


guerraE’ la storia di Enrico, un giovane ragazzo sardo cresciuto in una famiglia aspra e arida, sia di averi che di sentimenti, che si arruola nella Grande Guerra perché ha sentito che, nell’estate del 1900, un principe sardo di nome Gavino ha assassinato un cugino del Re e, siccome la Sardegna ama il suo Re e tutti i Savoia, la chiamata alle armi, dopo tanti anni, da parte del figlio di quel Re, è sicuramente l’unica maniera possibile per lavare la terribile onta di cui la sua terra si è macchiata, a causa di quel Gavino, principe di chissà cosa.

Non sa bene per cosa andrà a combattere, ma quel motivo gli è sufficiente e poco importerà scoprire, il giorno stesso dell’arruolamento, appena prima di salire sul treno, una storia diversa, una storia in cui si dice che il cugino assassinato non era il cugino del Re, che chi lo aveva ucciso non si chiamava Gavino ma Gavrilo, che non si trattava di un principe, anche se il cognome era Princip, e che non era sardo, ma serbo. Un motivo lo trova ugualmente, ché “di cause per una guerra se ne trovano sempre“.

E’ lì, proprio su quel treno, che conosce Simone, che diventerà un compagno fraterno, e, insieme a lui, le sue sorelle, Cosima e Paska, quella Paska di cui si innamorerà perdutamente e che sarà l’unico motivo che lo spingerà a rimanere vivo in quella guerra, durante la quale saprà distinguersi valorosamente per il suo talento come tiratore scelto: tornare da lei per sempre e costruire insieme il futuro che meritano.

L’amore per Paska però non sarà l’unico motore che lo spingerà ad andare avanti. Un crescente infervorarsi per la causa comune, per il Paese, per la terra, per i compagni, lo porrà di fronte ad un bivio importante, davanti al quale dovrà decidere del suo destino, di quello dei suoi amici, del suo amore, di suo figlio, a costo della propria vita.

Un bella storia d’amore e morte, l’ennesimo sguardo su un popolo unito e combattente, mosso da un cuore gonfio e da grandi ideali.

Come lo definisce Michela Murgia, “Un libro fatto di appartenenze, dove la tua patria è una sola per sempre, ma la gente è la tua gente ovunque“.

DICONO CHE DOMANI CI SARA’ LA GUERRA – FRANCO ARBA

EDITORE: LIBERARIA

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

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