A come “A con Zeta”. (o H come Hakan Günday)


a con zetaDerdâ e Derda.

Lei ha 11 anni, non ha un padre, scomparso nel nulla subito dopo la sua nascita, la madre le fa abbandonare la scuola e la dà in sposa ad un uomo che la porta via dalla sua terra, la Turchia, per seguirlo a Londra. Un marito spietato e crudele che la maltratta e la umilia per i successivi 5 anni. 5 anni durante i quali Derdâ non esce nemmeno di casa, non impara una parola di inglese, non sa cosa sia il mondo fuori dalla sua finestra.

Lui vive ad Istanbul, in una baracca costruita a ridosso del muro di cinta del cimitero, dove si guadagna la cena lucidando le tombe. Il padre è in prigione, la madre muore a causa di una grave malattia. Rimasto solo, per non rischiare di finire in orfanotrofio, è necessario prendere in mano le sorti della propria vita. Non è il momento di piangere, ma di agire con lucidità.

Lei, a 16 anni, riesce a scappare e, da quel momento, la sua vita viene scaraventata in un baratro fatto di eroina e prostituzione.

Lui, ad un certo punto, impara a leggere, si fa tatuare il nome di uno scrittore, Oğuz Atay, sulle dita della mani e il suo unico obiettivo è quello di vendicarne la morte a costo della propria vita. Vaga per Istanbul con un libro piantato nel cuore e una pistola in tasca.

Come la A e la Zeta, Derdâ e Derda non potrebbero essere più lontani. In mezzo, come tutte le altre lettere dell’alfabeto, ci sono le loro vite, che stanno scorrendo all’unisono per congiungersi per l’eternità.

Derda, finito in carcere per aver seguito il suo desiderio di vendetta, vede Derdâ in un video porno, si attacca alla sua voce e vive in attesa del giorno in cui potrà girare il mondo per andare a cercarla; Derdâ vede Derda approfondendo la storia di uno scrittore che, indirettamente, le ha salvato la vita, Oğuz Atay.

Tutto il resto è il naturale congiungimento della A con la Zeta. Dell’inizio con la fine.

Un romanzo crudo, diretto, violento, dolce e pieno di speranza. Una scrittura che ti incastra tra le pagine di un libro per il quale ho perso ore di sonno. Hakan Günday potrebbe diventare il mio scrittore preferito.

“Ci hai fatto caso anche tu? ‘Az’ è una parola piccolissima. Solo A e Z. Appena due lettere, ma contengono l’intero alfabeto. Ci sono decine di migliaia di parole e centinaia di migliaia di frasi scritte con questo alfabeto. Persino le parole che vorrei dirti e che non riesco a scrivere sono contenute tra queste due lettere. Una è il principio e l’altra è la fine. Eppure, è come se superassero tutte le altre lettere che le separano, per potersi ricongiungere. Proprio come me e te…”

A CON ZETA – HAKAN GÜNDAY

EDITORE: MARCOS Y MARCOS

TRADUZIONE DI: Fulvio Bertuccelli

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...