S come “Scarti.” (o J come Jonathan Miles)


MF_SOT_000_MILES_Scarti_PIATTO.inddNon è stato facile leggere Scarti, non è uno di quei libri che ti prendono già dalle prime pagine, ci vuole un bel po’ prima che tu possa dire “ok, ci siamo, adesso non lo mollo più”. Ci sono alcune parti che vanno via veloci e altre, invece, che sono lentissime e noiose. Più di una volta sono stata tentata di seguire il motto “non finirò i libri che non mi piacciono”, ma sono contenta di non averlo fatto, sono contenta di avergli dato una chance, perché, alla fine, posso proprio dire che è un bel libro, scritto molto bene, una storia profonda, che fa riflettere, che mette in discussione molti aspetti della nostra vita. Un ottimo lavoro, insomma.

Si tratta di tre storie che si alternano un capitolo ciascuna e che rimangono totalmente slegate l’una dall’altra fino alla fine del libro, momento in cui si uniscono perfettamente, dando vita ad un finale che non è sorprendente, perché ad un certo punto un po’ te lo aspetti, ma che non potrebbe essere più giusto di così.

Le storie sono quella di Micah e Talmadge, due squat che vivono abusivamente in uno stabile abbandonato, nutrendosi e vestendosi solo con ciò che trovano tra i rifiuti, seguendo lo stile di vita del freeganesimoquella di Elwin, professore di linguistica, appena lasciato dalla moglie e con un padre malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo; e quella di Sara, una vedova dell’11 settembre, che, dopo la morte del marito, scopre che il suo perfetto matrimonio celava in realtà un tradimento che durava ormai da tempo, e che ha una figlia adolescente legata al mito di questo padre morto come un eroe, continuamente in contrasto con lei e che, alla fine, preferisce legare con il patrigno, nuovo compagno di Sara, piuttosto che con la madre.

Ciò che accomuna queste tre storie sono, appunto, gli scarti: quelli di cui si servono Micah e Talmadge per vivere; quelli che rimangono ad Elwin, sentimentali e materiali, dopo essere stato abbandonato dalla moglie; quelli affettivi che rimangono a Sara dopo aver deciso di nascondere alla figlia la verità sul padre, concedendole così di conservarne un ricordo mitizzato a discapito di un amore che avrebbe potuto essere soltanto suo. Le tre storie si alternano, riservando anche alcuni colpi di scena che smuovono l’apparente staticità di questo libro e portandoci ad un finale tutt’altro che statico, un finale che rivela, proprio tra le ultime pagine, la potenza e l’originalità di questo romanzo.

E’ stato difficile superare lo scoglio iniziale e resistere alla tentazione di chiuderlo e abbandonarlo a metà, ma ne è valsa la pena. E’ un libro che lascia il segno, che riempie e svuota allo stesso tempo e che mi porterò sulla coscienza per un bel po’.

SCARTI – JONATHAN MILES

EDIZIONI MINIMUM FAX – www.minimumfax.com

TRADUZIONE DI Assunta Martinese

PREZZO DI COPERTINA – € 18,00

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