L come “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”. (o A come Aimee Bender)


linconfondibile-tristezza-della-torta-al-limoneE’ la settimana del suo compleanno, Rosie sta per compiere nove anni, torna a casa da scuola e la mamma le propone una torta al limone, ricoperta di glassa al cioccolato, come una prova generale, prima di quella ufficiale per la sua festicciola. Rosie allora si siede al tavolo della cucina con il suo libro di ortografia e osserva la mamma mentre prepara quella fantastica torta, la sua preferita. A cottura ultimata, mentre la mamma è a fare un riposino, Rosie taglia un angolo di quella torta squisita per assaggiarla, non resiste alla tentazione: leggerezza dell’impasto al limone cotto al forno, avviluppato da freschi riccioli di zucchero scuro scuro. Insomma, buonissima, secondo le aspettative.

Ma, lentamente, insieme al calar del sole, anche quella prima impressione va svanendo, lasciando il posto a qualcosa di nuovo. La bontà degli ingredienti sembra solo una fragile superficie sopra qualcosa di oscuro, tristezza, piccolezza, inquietudine, qualcosa che Rosie comprende sia collegata a sua madre. Come se la torta fosse impregnata dei suoi pensieri, dei suoi stati d’animo, dei suoi malesseri fisici. La sensazione generale è di vuoto, una specie di mancanza di completezza, come se sua mamma, la creatrice di quella torta squisita, non ci fosse lì, in quel dolce.

Le capita la stessa cosa, la sera, a cena. Tanto da spaventarsi, dispiacersi e mettersi a piangere.

Capisce così, pian piano e con crescente sconforto e terrore nei confronti del cibo, di avere questo strano potere che le permette di sentire, ogni volta che mangia qualcosa, il sapore delle emozioni provate da chi lo ha preparato, mentre lo preparava.

I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione, è buono solo quello preparato da una cuoca specifica, che diventa la preferita di Rosie.

La cosa che la spaventa di più rimangono comunque le torte della mamma, che hanno un sapore sempre più terrificante, un crescendo di angoscia, disperazione e, infine, senso di colpa.

Nessuno riesce a capire cosa le stia succedendo, l’unico a crederle è George, il migliore amico di suo fratello Joseph, anzi, il solo, di cui lei si innamora segretamente.

A partire da quel suo nono compleanno, Rosie si trova ad affrontare la vera vita della sua famiglia. Una famiglia apparentemente perfetta, che, in realtà, nasconde aspetti veramente oscuri: una madre infelice che troverà sollievo unicamente in una relazione clandestina; un padre e un fratello che, come scoprirà negli anni, hanno anche loro doni misteriosi con cui affrontare il mondo.

Bellissimo, mi è piaciuto molto. Penso che sarebbe interessante sentire davvero le emozioni di coloro che hanno preparato il cibo che mangiamo attraverso il sapore del cibo stesso, una sorta di empatia gustativa che potrebbe portare ad un nuovo rispetto per ciò che abbiamo nel piatto.

Ottima prima esperienza con la Bender.

L’INCONFONDIBILE TRISTEZZA DELLA TORTA AL LIMONE – AIMEE BENDER

EDIZIONI MINIMUM FAX – www.minimumfax.com

TRADUZIONE DI Damiano Abeni E Moira Egan

PREZZO DI COPERTINA – € 16,50

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