N come “Non chiedermi come sei nata”. (o A come Annarita Briganti)


annaritaGioia, giornalista culturale freelance di un famoso e importante quotidiano italiano, è sola, seduta sul lettino di una spiaggia francese, una mattina di gennaio, quando ha un aborto spontaneo. La portano in ospedale, dove scopre di aver perso un bambino che non sapeva nemmeno di aspettare. E’ sola durante la sua elaborazione del “lutto”, è sola quando capisce di desiderare fortemente la maternità, di volere una figlia, di volerla con Uto, il suo fidanzato. E’ sola quando scopre che lei ed Uto, per poter diventare genitori, dovranno affrontare tutto un iter medico e psicologico, la fecondazione assistita, che li allontanerà sempre di più. Un crescendo di solitudine che la porta a cercare punti di riferimento negli uomini più importanti della sua vita, a partire da quell’Uto con il quale lei era sicura di poter costruire un futuro e che invece scappa senza il minimo coraggio; Luca, amico e amante occasionale; Andrea, il suo ginecologo, padre putativo, molto protettivo e affettuoso nei suoi confronti; e poi Alberto, un nuovo amore, un futuro incerto, di sicuro non facile, ma al quale Gioia, nonostante tutto, decide di non rinunciare. Ma Gioia è una donna molto forte, che arriva a capire cosa vuole davvero e nulla la fermerà più.

E’ il 24 dicembre, Gioia compie 40 anni ed è su un aereo che la porterà in Spagna…

“E così sono in viaggio verso la vita nuova, la fecondazione eterologa. L’Italia, dove la scienza non è libera e gli esseri umani non scelgono né di nascere né di morire, caccia quelle come me. Le donne che non possono permettersi cliniche costose all’estero non saranno mai madri. Certe notti non faccio che pensarci. Non posso rinunciare a un compagno per scopare o provare qualcosa che sembri amore, ma voglio procreare da sola. Gli uomini ti mollano all’improvviso dopo secoli, tradiscono e dimenticano la tua amicizia, si sposano per convenienza anche se amano te. Ha ragione Andrea, meglio mamme single che compagne tradite e scaricate per una più giovane. Mi farò mettere incinta a Valencia con la donazione di ovuli per sostenere le mie ovaie difettose, e di sperma, che compensi l’assenza maschile. Sono l’ennesima vittima del turismo procreativo, della diaspora degli aspiranti genitori, ma stavolta andrò fino in fondo, ricorrerò anche all’utero in affitto, se servisse. Non vorrò sapere il nome dei donatori, ma non mi opporrò se il frutto di tutto l’amore che ho volesse fare delle indagini. Da chiunque sarà generata, sarà mia, mi farà compagnia, mi somiglierà, avrà il mio bel viso e la mia gioia. Insieme ce la faremo.”

Ho avuto la fortuna di conoscere Annarita Briganti a fine luglio, durante un fantastico aperitivo pre-vacanze in libreria, presso Il Mio Libro, di Cristina Di Canio, a Milano. Mi ha parlato lei di questo suo romanzo e sono certa che non l’abbia fatto per semplice propaganda. Nella sua voce e nel suo modo di raccontarmelo c’era tutto il suo cuore, la sua passione. Sono contenta di aver accettato il suo consiglio, il libro è davvero coinvolgente e, come dice lei “cambia la vita delle persone, è uno scambio di energie”.

Ci ritroviamo sempre da sole, noi donne, ad affrontare le cose più importati della nostra vita. Ma ce la facciamo, sempre.

NON CHIEDERMI COME SEI NATA – ANNARITA BRIGANTI

CAIRO EDITORE – www.cairoeditore.it/libri

PREZZO DI COPERTINA – € 13,00

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