M come “Mette pioggia”. (o G come Gianni Tetti)


mette pioggia“I padri muoiono, lo sanno tutti che muoiono. Se muore un padre non fa nulla, basta che non muoiono i figli. Si dice così. E anche se muore una madre non fa nulla, basta che non muoiono i figli. Si dice così. A volte le madri se le dimenticano nel cimitero, le lasciano senza fiori.”

Mezza nottata e mezza mattinata. Questo è il tempo che ci è voluto per divorarlo, o per farmi divorare, ancora non ho capito.

Intanto comincia che la dedica è “A Stefania, stella luminosa” e lo so che non sono io, mica sono scema, però mi piace, tipo che è di buon auspicio e non mi era mai capitato di leggere una dedica “a Stefania”.

Succede questo, che apri il libro, cominci a leggerlo e, dopo poche pagine, ti ritrovi all’interno dell’Apocalisse e non ne esci fino alla fine. E ti viene caldo, quasi fai fatica a respirare, hai sete, senti la polvere in bocca, il collo tutto appiccicato di sudore, perché fa un caldo fottuto, non piove da giorni e, io non ci sono mai stata a Sassari o da quelle parti, ma pare che in certi momenti dell’anno lì faccia veramente un caldo che si muore.

E cominciano a scorrere i giorni della settimana, di una settimana, l’ultima dell’umanità e le storie dei protagonisti di un avvicendamento di follia e razionalità dove in realtà tutto è molto logico, tutto non fa una piega, tutto torna, pezzo dopo pezzo.

Un uomo si butta da un ponte e sparisce in un cespuglio di rovi “Diventa concime. Diventa cibo per i topi, per i vermi, per i gatti, per i cani. Per lui sette giorni sono troppi.”; un altro ammazza il figlio scemo, ma le cose non vanno come dovevano andare; un testimone di Geova bussa di porta in porta, lasciando volantini e domandando: l’uomo rovinerà completamente la terra? ma nessuno gli dà retta abbastanza per capire quello che sta succedendo. Lo scirocco soffia che sembra non dover smettere mai, e quando c’è scirocco, si dice, c’è in giro il diavolo, il diavolo che ha fame di uomini e se li è venuti a prendere.

E così via, avanti, fino alla fine. E, alla fine, mette pioggia. L’Apocalisse che appare come un sollievo. “Nessuno è rimasto. Solo gli alberi, i giunchi appena nati che grondano sangue, si intrecciano tra loro e si espandono come la gramigna. Eppure, solo ieri, c’era un sacco di gente qui. Un sacco di gente che non sapeva dove andare ma andava. … Il cielo trema nero. La pioggia si fa più fitta. Picchia la terra. Ma sembra una carezza.”

METTE PIOGGIA – GIANNI TETTI

NEO. Edizioni

Prezzo: € 14,00

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