D come “Due biondi pieni di rabbia.” (o T come T Cooper)


due biondi pieni di rabbiaEsther ed Hersh Lipshitz hanno quattro figli, sono ebrei e vivono in Russia. Sono i primi anni del 1900, siamo in pieno antisemitismo, la persecuzione contro gli ebrei sta raggiungendo livelli incontrollabili. Così, la famiglia Lipshitz decide di fuggire, di cercare pace, serenità e un futuro migliore nella gloriosa America, cercando di raggiungere Agi, il fratello di Esther, che, dopo aver perso moglie e figlia in seguito alle azioni violente antisemite nel suo paese in Russia, parte e si trasferisce in Texas, dove conosce una nuova compagna e sembra che, finalmente, possa lasciarsi tutto il dolore alle spalle e vivere serenamente fino alla fine dei suoi giorni.

Il viaggio dei Lipshitz dura circa un mese ed è tremendo. Condizioni igienico sanitarie indicibili, Hersh che non fa altro che vomitare, il cibo scarso e indecente. Finalmente approdano ad Ellis Iland e si mettono in coda per farsi visitare prima di poter ottenere il permesso di ingresso e intraprendere l’ultima fase di un viaggio interminabile, la migliore, quella che vedrà finalmente il ricongiungimento di Esther e del suo amatissimo fratello Agi.

Ma qualcosa va storto nel percorso tra lo sbarco e l’ingresso all’ufficio immigrazioni, Reuven, 5 anni, il bambino ebreo più biondo al mondo, non è più attaccato alla mano della mamma, non si vede più, è scomparso.

Comincia così la vita americana dei Lipshitz, che trascorrono parecchi mesi a New York, presso alcuni parenti, nel vano tentativo di ritrovare Reuven e, successivamente, si stabiliscono in Texas ad Amarillo dove, lentamente, si sviluppa e cresce la follia di Esther. Impossibile darsi pace per la perdita di un figlio, impossibile non attaccarsi a qualunque illusione.

E’ l’epoca di Charles Lindbergh e del primo volo transoceanico. Nella mente e nel cuore di Esther si insinua via via la convinzione che quest’uomo biondo, nato lo stesso giorno di Reuven, e capace di simili prodezze, sia in realtà il suo amato figlio perduto. L’ossessione di Esther arriva ad essere totalmente fuori controllo e lentamente distrugge la vita della donna e di tutte le persone che le stanno intorno.

E’ il 2002, sono passati molti anni dalla morte di Esther, T Cooper rappresenta l’ultima discendenza dei Lipshitz, vive a New York, ha scritto un libro, ma non vuole assolutamente rientrare tra le definizioni degli scrittori, anzi, non vuole proprio più scrivere, nemmeno adesso che la sua famiglia, dopo essere venuta a conoscenza del suo nuovo progetto editoriale che prevede la stesura di un romanzo che parla proprio dei suoi antenati, gli ha consegnato una scatola, una cappelliera per essere più precisi, contenente tutta la documentazione della sfrenata follia della bisnonna.

T lavora come dj nelle feste ebraiche, il rap diventa la sua dimensione primaria, tanto da arrivare a pensare di essere il gemello separato alla nascita di Eminem, fino a rasarsi e decolorarsi i capelli come lui, vestirsi come lui e farsi chiamare Slim Lindy.

T è l’anello di congiunzione, l’ultimo, tra il presente e la storia dei suoi antenati, della quale cerca di trovare un senso, un senso al passato per costruire un senso al suo presente incerto e rabbioso, soprattutto dopo il ritorno in Texas per seppellire i genitori, morti in un incidente stradale.

E’ un libro spettacolare, assurdo, una bomba. Un secolo di storia, avvenimenti mondiali, emozioni, tragedie, follie, che ti tengono incollato alle sue pagine dalla prima alla quattrocentotrentaseiesima.

DUE BIONDI PIENI DI RABBIA – T COOPER

MONDADORI

PREZZO: € 17,00 (ma lo trovate su Amazon a molto meno)

TRADUZIONE DI Simona Ferro

IN COPERTINA TROVIAMO DUE FOTO: una con un ragazzo biondo girato di spalle, potrebbe essere Eminem, l’altra ritrae Charles Lindbergh e sua madre.

 

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