S come “(La) scopa del sistema” (o D come David Foster Wallace)


20130821-044026.jpgÈ il primo libro che leggo di David Foster Wallace. Arrivata a metà ho pensato “un genio, pazzo, ma un genio”.
E così mi sono aggiudicata l’ingresso nel Pantheon degli imbecilli, o degli sciocchi, come direbbe Bret Easton Ellis che, evidentemente, non vedeva di buon occhio l’ei fu DFW, tanto da non lasciarlo in pace nemmeno post mortem, riempendolo di insulti su Twitter lo scorso settembre. A che pro, mi chiedo, visto che il poveraccio è morto suicida quasi cinque anni fa.
Ora, a me, che “da giovane” ho letto tutto Ellis, apprezzandolo con i dovuti limiti, Wallace, che ho “scoperto” alla veneranda età di quasi 40 anni, è piaciuto un bel po’ e, francamente, pur rimanendo, per ora, nella mia limitata esperienza di un libro solo, non trovo tra i due affinità tali da giustificare tutto sto casino messo in piedi da Ellis. Due mondi completamente diversi, quindi, perché?
Comunque, tornando a “La scopa del sistema”, niente, ti fa sbarellare, ti trovi incastrato tra innumerevoli fatti totalmente assurdi e, alla fine, tutto torna, ogni pezzo trova il suo posto preciso all’interno di un disegno, ripeto, geniale. E siccome un riassunto non sarei proprio in grado di farlo, soprattutto perché è notte, sono le 4.20 e sono insonne dalle 2.00, riporto qui fedelmente ciò che si trova in quarta di copertina.
“Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l’Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell’ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l’amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno più esilarante e paradossale dell’altro, sullo sfondo di un’America impazzita, grottesca, più vera del vero. Scritto a ventiquattro anni, nel 1987, “La scopa del sistema” ha rivelato la nascita di un talento straordinario e di una figura di culto. Morto suicida nel 2008, Wallace resta tra gli scrittori più originali, coraggiosi e innovativi della sua generazione.”
LA SCOPA DEL SISTEMA – DAVID FOSTER WALLACE
EINAUDI
PREZZO: € 15,00
TRADUZIONE DI Sergio Claudio Perroni
PREFAZIONE (che non leggo mai) DI Stefano Bartezzaghi (quello dei cruciverba)
IN COPERTINA: foto di Sanna Lindberg (e, non c’è scritto da nessuna parte, ma a me sembra Björk).

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