Q come “Quattro soli a motore” (o N come Nicola Pezzoli)


Quattro-soli-a-motore-Nicola-Pezzolilibro“SE MOA ‘L CAN”, le nove lettere della paura. Ma quanto mi è piaciuto questo libro!

Il racconto, il recupero della memoria, come un lavoro terapeutico, di un ragazzino di 11 anni, cresciuto nella Lomabardia rurale verso la fine degli anni ’70, uno di quei luoghi che non sai bene come definire, quelli che si trasformano tra la nebbia grigia che li nasconde e il sole cocente che li brucia.

E’ Corradino, ma se non vi piace potete chiamarlo come vi pare, basta che non lo chiamate Scrofa, come fanno i suoi coetanei, che lo prendono sempre in giro, lo maltrattano e ne fanno una vittima di bullismo.

Suo padre lo picchia, così, tanto per picchiare, lui lo sa, papà arriva e basta niente che lo mena, tira fuori la cinghia e giù frustate a più non posso.

La mamma invece beve, però lo ama da morire.

Corradino è innamorato di Cristina, ma non glielo dirà mai. Perchè lui è timido e poi Cristina è la sorella di Gianni, il suo migliore amico, un figo pazzesco, che inventa storie pazzesche, anche sui vicini, tipo sull’anziano signore che vive da solo in una casa spettrale e chissà quali crimini ha compiuto nella sua vita, tipo che si dice abbia stermianato la sua famiglia, ma poi Corradino scopre che…vedrete. 

Gianni è forte, affronta i bulli, fa il chirichetto, si masturba, insomma è il suo mito, quindi figuriamoci se Corradino, le volte che si trova solo con Cristina, raccoglie il coraggio e le dà un bacio. Niente coraggio, niente baci e così, quando la famiglia di Gianni e Cristina decide di trasferirsi altrove, ormai è tardi, e lei si arrabbia e basta.

Corradino ha un taccuino rosso, rubato dalla soffitta della zia, e lui crede di avere un potere magico terribile, perchè succede che le persone i cui nomi scrive sul taccuino, ad un certo punto muoiono e Corradino pensa che sia lui a provocarne in qualche modo la morte. Che poi sono le stesse persone che lo fanno soffrire. La vendetta del taccuino rosso. Il senso di colpa.

Quindi niente, questo è un libro che mi è piaciuto un sacco, uno di quelli magici che quando li leggi non ce la fai a staccarti, e allora, se non ce la fai a staccarti, vuol dire che è proprio ok.

“Il Cane Nero era una belva senza nome, di medie dimensioni e razza indefinita. Passava la vita legato a una catena in mezzo all’aia, abbaiando e sbavando e mostrando i denti a tutto quello che vedeva. E se tu stavi da quelle parti e facevi qualcosa di strano o ti agitavi un po’ troppo (magari ti soffiavi il naso), anche il Cane Nero si agitava e la catena si tendeva all’inverosimile fin quasi a strangolarlo. Allora saltava fuori la signora Beatrice con una frase che per me era la sintesi del panico puro: “SE MOA ‘L CAN!” diceva. Io non l’avevo mai visto mollarsi, ma quell’eventualità mi riempiva di sacro terrore e popolava i miei incubi peggiori. Se moa ‘l can erano le nove lettere della Paura.”

QUATTRO SOLI A MOTORE – NICOLA PEZZOLI

NEO.edizioni

Prezzo: € 15.00
ISBN: 978-88-96176-11-5
Pagine: 304
Formato: 14X20

Lo trovate qui.

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