E come “(L’) Erba nera” (o A come Alex Wheatle)


erba neraBrixton, Acre Lane, la Front Line, i quartieri malfamati del sud di Londra. Lincoln a.k.a. Biscuit, senza padre, senza lavoro, senza prospettive, Coffin Head, arrestato e pestato da Babilonia per atteggiamento sospetto, Carol, lo Scettico, Denise, Sharon, Floyd, Brenton e tanti altri. Ragazzi senza futuro, senza possibilità se non quella di smerciare per tirare su i soldi necessari a mandare avanti le famiglie. Famiglie per lo più senza padri, con madri esauste e arrese.

Hortense, la madre di Biscuit, Denise e Royston, una madre vedova dell’unico uomo che abbia mai amato in tutta la sua vita, colui che le ha dato l’unico figlio degno di essere considerato tale, Biscuit. Gli altri due sono solo i ricordi di errori successivi. Tutta colpa di Dio, un Dio che non c’è, che guarda da un’altra parte, mai verso la direzione giusta.

Biscuit. E Nunchacks. Nunchaks e il suo odio verso le donne, e la sua rabbia verso il mondo, tutto. Nunchacks spappola-cranio, il terrore del ghetto. Colui che controlla il traffico di droga e donne sulla Front Line.

Biscuit e i ragazzi del suo giro. Lo spaccio, la perdita della sorella, finita nelle mani di Nunchacks e buttata sulla strada con l’ordine di fare 100, anche 150 carte a sera, con un occhio gonfio e un labbro rotto, gli scontri con la polizia.

Biscuit e la voglia di riscatto.

E Jah Nelson, il rastaman-guru che ci crede, nella possibilità di riscatto di Biscuit e di tutti gli altri, che semina cultura là dove sembra che questa sia l’ultima cosa a cui si possa pensare per salvarsi il culo.

Biscuit e Jah Nelson. E la decisione di volerlo a tutti i costi, quel riscatto, di voler meritare l’amore di Carol, di dover assolutamente salvare Denise, perchè la radice va salvata, perchè l’albero è forte solo se la radice è salda.

E una colonna sonora tutta reggae hardcore.

“Non farmi domande, e io non ti dirò bugie.”

L’erba nera. Vita e morte ad est di Acre Lane – di Alex Wheatle

EDIZIONI SPARTACO

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