T come “Trilogia della città di K” (o A come Agota Kristof)


kHo letto questo libro, per la prima volta, più o meno 15 anni fa. Dopo, ci sono state molte altre volte, non so più quante. L’ultima, adesso. E ogni volta, la magia di scoprire nuovi particolari, nascosti dietro una singola parola, o dietro un punto messo al posto giusto.
E’ folgorante.
Ti cattura dentro le sue pagine e non lo molli fino alla fine. E vorresti non finisse mai.
E’ uno scritto di dolore, un dolore nascosto dentro una grande forza.
E’ un urgano di menzogne, che sono verità assolute.

Si compone di tre libri, “Il grande quaderno”, “La prova” e “La terza menzogna”.

Lucas e Claus. Claus e Lucas. La loro vita, la loro sopravvivenza quotidiana alla morte, fisica e dell’anima, alla solitudine, al freddo, alla fame, alla vita in tempo di guerra in un ignoto paese dell’est europeo.
 
Un intrecciarsi di personaggi che ruotano intorno a loro e che vengono irrimediabilmente schiacciati e annientati dal loro semplice esistere.
 
Un solitudine così spessa, da dover essere, inevitabilmente, combattuta in due.
 
Un due che, forse, alla fine, non è mai esistito.
 
Lucas e Claus. Lucas, o Claus?
 
Chi dei due è esistito veramente? Che dei due ha creato questo mondo, o se lo è semplicemente immaginato? Lucas T., o Claus T.?
 
Non lo potrete mai dire con assoluta certezza.
 
Non riuscirete mai a non credere a tutto e al contrario di tutto ciò che vi viene raccontato.
 
E’ da assorbire, si fa assorbire. Vi ruberà i sogni. Vi ruberà i giorni e le notti. E non ve lo dimenticherete mai. Sarete costretti, di tanto in tanto, a tornare dentro quelle pagine, a cercare risposte che non troverete, a rimanere in apnea fino all’ultima parola. E, quando chiuderete l’ultima pagina, fosse anche la ventesima volta che lo farete, vi mancherà.
 
AGOTA KRISTOF è una scrittrice ungherese, costretta, a causa della guerra, ad abbandonare il suo paese, ripiegando in Svizzera, portando con sé veramente poco, una figlia in fasce, il suo compagno, e i suoi vocabolari. Una donna costretta, da adulta, ad imparare una nuova vita, ad imparare a leggere e a scrivere in una nuova lingua, definendosi per questo un’analfabeta. Ma questa è un’altra storia.
 
Per quel che mi riguarda, fino ad ora, è il libro più bello che io abbia mai letto. E lei è la scrittrice che in assoluto incarna per me la perfezione.

Nonna ci picchia spesso, con le sue mani ossute, con una scopa o uno strofinaccio bagnato. Ci tira per le orecchie, ci agguanta per i capelli.

Altre persone ci danno anche dei ceffoni e dei calci, non sappiamo nemmeno perché.

I colpi ci fanno male e ci fanno piangere.
Le cadute, le sbucciature, i tagli, il lavoro, il freddo e il caldo sono ugualmente causa di sofferenza.
Decidiamo di irrobustire il nostro corpo per poter sopportare il dolore senza piangere.
Cominciamo con il darci l’un l’altro dei ceffoni, poi dei pugni. Vedendo il nostro volto tumefatto Nonna domanda: 
– Chi vi ha fatto questo?
– Noi, Nonna.
– Vi siete picchiati? Perché?
– Per niente, Nonna. Non vi arrabbiate, è solo un esercizio.
– Un esercizio? Siete completamente suonati! Bah, se la cosa vi diverte…
Siamo nudi. Ci colpiamo l’un l’altro con una cintura. Diciamo ad ogni colpo:
– Non fa male.
Colpiamo più forte, sempre più forte.
Passiamo le mani sopra una fiamma. Ci incidiamo una coscia, il braccio, il petto con un coltello e versiamo dell’alcol sulle ferite. Ogni volta diciamo:
– Non fa male.
Nel giro di poco tempo non sentiamo effettivamente più nulla. E’ qualcun altro che ha male, è qualcun altro che si brucia, che
si taglia, che soffre.
Non piangiamo più.
Quando Nonna è arrabbiata e grida, noi le diciamo:
– Smettetela di gridare, Nonna, picchiate invece!
Quando ci picchia, le diciamo:
– Ancora, Nonna, ancora! Guardate, porgiamo l’altra guancia, com’è scritto nella Bibbia. Colpite anche l’altra guancia, Nonna.
Lei risponde:
– Andate al diavolo, voi, la vostra Bibbia e le vostre guance.
Trilogia della Città di K. Il grande quaderno. Esercizio di irrobustimento del corpo.
 
 
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...