“Novembre.” (Teresa Verde e Massimiliano Mistri)

novembreIniziare a leggere un libro e dimenticarsi che è ora di preparare la cena fino a quando le bocche che devi sfamare non vengono a ricordartelo. Questo mi è successo appena ho cominciato Novembre. Poi, mio malgrado, ho dovuto metterlo lì un attimo, sul comodino, mi sono alzata, ho fatto quel che dovevo fare, velocemente, e dopo, dopo basta, non ci sono più stata per nessuno. Continua a leggere

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“M Train.” (Patti Smith)

pattiPotrei passare la vita intera a leggere Patti Smith. Sì, potrei anche decidere di non fare nient’altro, di non voler sapere niente, sentire niente, vedere nessuno. Solo io, lei e le sue parole. Mi basterebbe.

Dopo Just Kids, questo è un altro memoir che ho gustato lentamente, parola dopo parola, tornando indietro più volte, per non perdere le sensazioni trasmesse, per non lasciar andare le emozioni, per sentire di essere con lei, in quel preciso momento, e vivere come lei proprio le stesse cose. Continua a leggere

“La ragazza con la Leica.” (Helena Janeczek)

leicaE’ il 1° Agosto 1937. Un corteo funebre sfila per le strade di Parigi, pieno di bandiere rosse. Sono i funerali di Gerda Taro, reporter di guerra, fotografa appassionata, morta sul campo a soli 27 anni, travolta da un carro armato a Brunete, durante la Guerra di Spagna.

In prima fila, Robert Capa, compagno di vita e mentore, colui che le aveva insegnato la passione per la fotografia, la felicità e ad usare la Leica; l’uomo con cui decise di partire proprio per la Guerra di Spagna, per vedere e testimoniare da vicino.  Continua a leggere

“Ultima uscita per Brooklyn.” (Hubert Selby Jr.)

BIGSUR24_Selby_UltimaUscitaPerBrooklyn_coverCrudo, spietato, diretto. Una New York violenta, proletaria, squallida, in cui vediamo muoversi una serie di personaggi borderline: teppistelli di poco conto arrabbiati e violenti fino alla morte, prostitute, travestiti strafatti di benzedrina, operai in sciopero costantemente ubriachi di birra, Continua a leggere

“Le assaggiatrici.” (Rosella Postorino)

assaggiatriciLa Guerra raccontata sotto una prospettiva che non avevo mai conosciuto prima. Sono stata completamente catturata da queste pagine, a tratti spaventata, spesso angosciata, preoccupata, rattristata. Tutte sensazioni che mi porto dietro da anni, da quando ero bambina e i miei nonni mi hanno raccontato la Loro Guerra, fin da quando ero ragazza e mi sono ritrovata a preparare l’esame di Filosofia Morale sulla Shoah (l’unico della mia breve carriera di studentessa universitaria in cui abbia anche preso 30), versando fiumi di lacrime sui testi. Continua a leggere