“Nel mare ci sono i coccodrilli.” (Fabio Geda)

AKBARIQuando finisco un libro, rimango sempre un po’ in sospensione, bisognosa del tempo necessario per tornare alla realtà, o per decidere se ho voglia oppure no di tornare alla realtà, perché, l’ho già detto, lo so, ci sono storie che, dopo averle lette, non sei più come prima, non puoi essere più come prima. Non credo che basteranno mai milioni di libri a raccontarci storie come questa per far cambiare le cose, anzi, visti gli atroci sviluppi degli ultimi giorni, mi sa che stiamo arrivando veramente ad un punto di non ritorno, ad un momento della storia che i nostri figli e i figli dei nostri figli dovranno studiare e per il quale, io credo, non ci vergogneremo mai abbastanza. Continua a leggere

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“Fame.” (Knut Hamsun)

fameNel #somMario de “La Scatola Lilla” di venerdì scorso, quello in cui sono capitata anche io e mi è venuta la tosse, il Super del nostro cuore ha consigliato questo libro e la sottoscritta non se l’è fatto ripetere due volte, perché si sa, se SuperMario dice che una cosa è buona, è buona di sicuro. E infatti… Continua a leggere

“Fare pochissimo.” (Paolo Onori)

fare pochissimoIn quarta di copertina c’è scritto, più o meno, che, tra una cosa e l’altra, con un po’ di pazienza, questo è un libro che si può leggere fino alla fine.

Altroché! Io alla fine ci sono arrivata senza nemmeno rendermi conto di essere arrivata alla fine, cioè, me ne sono resa conto, perché sul libro c’è scritto “FINE DEL LIBRO”, però quello che voglio dire è che ci sono arrivata in un battibaleno, non ho avuto bisogno di avere pazienza, perché mi sono divertita talmente tanto, che adesso mi viene da parlare così, un po’ come è scritto il libro, che, per essere il primo libro di questo Paolo Onori, nato a Parma nel 1963, che abita a Casalecchio di Reno, proprio come Paolo Nori, che è nato a Parma nel 1963 e abita anche lui a Casalecchio di Reno, ma non si conoscono nemmeno un po’, devo dire che è proprio un bel libro. Continua a leggere

“La madre di Eva.” (Silvia Ferreri)

EVADal freddo corridoio di un ospedale, illuminato da un neon che funge da sole h24, la madre di Eva aspetta. Dall’altra parte del muro c’è una sala operatoria. Sul letto di quella sala operatoria c’è la figlia, sdraiata, nuda, per l’ultima volta donna, bambina, femmina, pronta a farsi smembrare come un agnello sacrificale, pronta a farsi correggere, come si corregge qualcosa che è venuto male, pronta, finalmente, a diventare qualcun altro, a rinascere ad una nuova vita. Continua a leggere

“Caro mondo.” (Bana Alabed)

BANABana è una bambina che, come tanti altri bambini della sua età, è costretta ad imparare in fretta, sulla sua pelle, il significato della guerra, quanti tipi di bombe diverse esistano, cosa voglia dire “perdita” e “dolore”. A differenza di tanti altri bambini come lei, che sotto le bombe ci hanno lasciato la vita, Bana sopravvive, giorno dopo giorno, alle crescenti atrocità. Continua a leggere