“Questa sera è già domani.” (Lia Levi)

23Genova. 1938. La famiglia Rimon comincia a prendere le misure, ognuno a suo modo, con una nuova realtà, le Legge Razziali che si fanno via via più restrittive e spaventose.

Il padre, Marc, nato in Belgio e con passaporto inglese, è un tipo pacifico e silenzioso, ma poco determinato, e che difficilmente prende il sopravvento su una moglie, Emilia, delusa da una vita che non le va mai bene e sempre rancorosa nei confronti di tutti. Il figlio, Alessandro, è un piccolo genio mancato. Continua a leggere

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“Una donna.” (Annie Ernaux)

22A pochi giorni dalla morte della madre, avvenuta un lunedì di aprile, nella casa di riposo dove era stata ricoverata, imprigionata dal morbo di Alzheimer, che l’ha plasmata, col tempo, a suo piacimento, Annie Ernaux raccoglie il coraggio necessario per mettere nero su bianco l’incipit che darà vita a questo libro e che renderà reale e definitivo ciò che è appena accaduto:  Continua a leggere

“Salvare le ossa.” (Jesmyn Ward)

21A Bois Sauvage, Mississippi, in un avvallamento chiamato la Fossa, vive la famiglia Batiste, un padre, quattro figli, tre maschi e una femmina, un cane da combattimento, qualche gallina, in passato, ogni tanto, anche un maiale, una casa scalcinata, insetti e sporcizia ovunque. La madre non c’è più, morta dissanguata dal parto dell’ultimo figlio, Junior, e la sua assenza è un costante vuoto incolmabile. Continua a leggere

“Memoria di ragazza.” (Annie Ernaux)

18La giovane Annie D. parte per fare l’educatrice in una colonia estiva. E’ la sua prima volta lontano da casa, è il 1958, e lei sta per compiere il suo diciottesimo anno di età. E’ affamata di vita e determinata ad abbandonarcisi completamente, a non perdere nemmeno più un minuto di tempo. Si ritrova, in men che non si dica, ad infilarsi in maniera del tutto superficiale in situazioni che fino al giorno prima non aveva forse nemmeno immaginato, bruciando una libertà mai vista prima, commettendo una serie di errori dai quali farà fatica ad affrancarsi e rendendosi agli occhi di tutti una persona per nulla gradevole. Continua a leggere

“In conclusion, don’t worry about it.” (Lauren Graham)

17Se penso ad una delle numerose “immagini” che fanno dell’America ciò che per noi non americani è l’America, ecco, una di queste è il “graduation speech”, in questi grandi parchi delle High Schools, con tutte le sedie rivestite di bianco e messe in fila perfettamente, il palco, le divise tutte uguali, senza pioggia, il cielo sempre terso, gli alberi verdissimi, i fiori perfetti, i prati impeccabili, insomma avete capito. Continua a leggere